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DIMISSIONI BERLUSCONI/ Resta il giallo: dopo la smentita, Bechis e Ferrara non mollano

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Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)  Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

Franco Bechis, vicedirettore di Libero, è pronto a pubblicare gli audio che sono alla base dei suoi messaggi su Twitter per dimostrare la veridicità delle sue affermazioni riguardo le imminenti dimissioni di Silvio Berlusconi, circolate per tutta la mattina. Il Premier da parte sua ha smentito in maniera categorica di voler lasciare la guida del Governo. Qualcuno ritiene che voglia porre la fiducia sulla lettera presentata a fine ottobre all’Europa così da guardare in faccia chi gli voterà contro tra i suoi. Bechis ha anche spiegato cosa ci sarebbe dietro la smentita del Premier: dopo un incontro con i figli Piersilvio e Marina, oltre che con Fedele Confalonieri, avrebbe deciso di non dar retti ai suoi uomini del Pdl (con cui avrebbe avuto un summit nella notte da cui era emersa la mancanza dei numeri in Parlamento e la necessità di rassegnare le dimissioni proponendo a Napolitano un Governo Letta), e di voler affrontare la prova del voto parlamentare.

Anche Giuliano Ferrara, direttore de Il Foglio, in mattinata aveva scritto sul sito del suo giornale che le dimissioni di Berlusconi erano solo questioni di ore, forse persino di minuti e dopo la smentita del Premier ha pubblicato un nuovo messaggio in cui spiega che la vera via d’uscita alla situazione di stasi in cui è l’Italia è che Berlusconi si presenti alla Camere chiedendo la fiducia sulla legge di stabilità, che contiene le misure promesse all’Europa, annunciando contestualmente le proprie dimissioni e le elezioni a gennaio. Secondo Ferrara, non è possibile per Berlusconi governare senza poter imporre la sua linea al ministro dell’Economia o senza poterlo cambiare. Senza il ritorno alle urne, in caso di dimissioni di Berlusconi, ribadisce Ferrara, si tradirebbe la grande riforma del maggioritario e del bipolarismo. E la coalizione di Pdl e Lega non è disponibile a questi giochi. Dunque il vero giorno cruciale per il futuro del Governo di Silvio Berlusconi sarà con tutta probabilità domani, quando in occasione del voto sul rendiconto finanziario potrebbe annunciare la richiesta della fiducia sulla legge di stabilità. Il voto avverrebbe prima al Senato (dove sembrano esserci meno problemi per la maggioranza) e poi alla Camera.



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