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Politica

L'INTERVISTA/ Montezemolo: sfiduciamo Bersani e Berlusconi

Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Italia FuturaLuca Cordero di Montezemolo, presidente di Italia Futura

Intervenire sui flussi di spesa, sopprimere le province e intervenire decisamente su organi costituzionali come il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro e su enti locali sui generis come le Camere di Commercio.
Abbiamo però anche proposto un'"imposta sulle grandi fortune", nella convinzione che chi ha di più deve dare di più, per accelerare il percorso verso il pareggio di bilancio. Infine, abbiamo chiesto che si vincolino i futuri proventi della lotta all’evasione alla riduzione strutturale della pressione fiscale.

Il principio di sussidiarietà può avere un ruolo chiave nella "ricostruzione"?

Sono assolutamente convinto che questo principio debba essere posto al centro di ogni progetto di rinascita civile ed economica: un’idea forte della persona e del valore della sua iniziativa dove l’individuo non è un ente isolato, ma un soggetto che può realizzare i suoi scopi solo cooperando con altri soggetti.
Inoltre sono convinto che sia indispensabile rifondare su basi del tutto nuove il rapporto tra Stato e cittadini, che negli ultimi anni è stato logorato da una diffusione pervasiva e spesso occulta della presenza pubblica a livello locale. Il risultato è stato quello di avere uno Stato debole ma pervasivo, che non difende adeguatamente i cittadini nei loro fondamentali diritti di sicurezza, ma che pretende di sostituirsi alla libera azione delle forze economiche e civili.
Al contrario, è indispensabile che lo Stato faccia bene solo quello che sa fare, ma che al contempo riduca la propria al minimo per lasciare spazio alla libera e sussidiaria azione della società civile. Un tema che si lega alla riforma federale dello Stato.

Ci spieghi meglio.

Il federalismo non può essere lo strumento per trasferire l’inefficienza dalle amministrazioni statali agli enti locali, ma deve responsabilizzare i territori.
Il federalismo deve realizzare la sussidiarietà verticale, con un trasferimento di funzioni agli enti dotati dei requisiti di adeguatezza ed efficienza. Ma deve anche dare spazio alla sussidiarietà orizzontale, favorendo l’autonomia dei privati e degli enti funzionali e garantendo standard minimi generali.
La maggiore autonomia impositiva, poi, deve essere attuata utilizzando la leva fiscale dei governi territoriali per assicurare servizi migliori, nel rispetto degli standard minimi. Non per aumentare la pressione fiscale dei territori solo per ripianare quei deficit di bilancio che sono dovuti anche ai tagli dei trasferimenti statali.

Prima lei ha parlato di una nuova fase che si aprirà presto. Qual è a suo avviso il destino dell’area moderata e quale contributo ha dato il convegno dei cattolici che si è recentemente svolto a Todi?