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DIMISSIONI BERLUSCONI/ Cazzola (Pdl): l'Europa ci imporrà un nuovo governo

Pubblicazione:martedì 8 novembre 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 9 novembre 2011, 12.14

Silvio Berlusconi alla Camera dei deputati Silvio Berlusconi alla Camera dei deputati

Giuliano Cazzola, mentre se ne va via da Montecitorio, risponde cortesemente al cellulare, mentre risponde contemporaneamente a molti cronisti che gli chiedono un'opinione su quello che è avvenuto oggi. Numeri alla mano, la maggioranza non c'è proprio più. E' ferma a 308 voti. Il rendiconto dello Stato è passato per una “concessione”, secondo alcuni, o “per un senso di responsabilità”, secondo la maggioranza degli osservatori. In simili circostanze, con gli occhi di tutta Europa puntati sull'Italia, sarebbe stato un definitivo “colpo al cuore” della credibilità della classe politica del Paese, se il rendiconto non fosse stato approvato.

E' una fine triste, onorevole Cazzola, che ne pensa? Vi siete fermati a 308 voti e quindi alla Camera, per il Pdl è ormai una sorta di Far West.

Sì, non è un bel finale. Un giorno bisognerà ricostruire tutta questa vicenda. Anche se l'inizio va ricercato nella scissione di Gianfranco Fini. E' stato in quel momento che si è messo in moto tutto. E oggi dobbiamo assistere solo alla parte finale di questa complessa storia.

Ma adesso, secondo lei, Silvio Berlusconi che cosa dovrebbe fare? Deve dare le dimissioni, passare la mano, fare un passo indietro come stanno ripetendo tutti da tempo?

A mio parere è passato questo momento del “passo indietro”. Lo doveva fare prima. Al momento deve giorcarsi la carta della fiducia legata alle richieste della Banca centrale europea. Quello che ha detto ieri è in fondo passare la “patata bollente” in mano all'opposizione, per vedere se approveranno le misure che ci richiedono.

Quindi lei crede che la partita possa essere ancora aperta?

Non dico questo. E' evidente a tutti che la posizione della maggioranza in questo momento è molto precaria. Non ci sono più i voti alla Camera e quindi si possono trarre le inevitabili conseguenze. Tuttavia è giusto che Berlusconi affronti il voto di fiducia legandolo alle richieste della Bce, almeno si saprà che cosa l'Italia deve aspettarsi.

Perché dice questo?


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