BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIMISSIONI BERLUSCONI (?)/ Follini: serve una tregua e un premier super partes

Pubblicazione:

Foto Ansa  Foto Ansa

Il Paese, il governo, Berlusconi: tutto è assiso in un instabile equilibrio. Le sorti degli ultimi due sono appese a un filo. Che in molti intendono recidere. E, tra non molto, ne avranno, con ogni probabilità, modo. Non c’è, tra questi, Marco Follini, senatore del Pd. Che, interpellato da ilSussidiario.net si dice convinto che «la Legislatura deve giungere alla fine. In uno scenario politico, tuttavia, completamente diverso».  Ma ci sono gli scontenti, i malpancisti, i traditori che dir si voglia, da una parte; dall’altra gli antiberlusconiani oltranzisti, che da tempo fremono in attesa di vedere scorrere lungo il fiume il cadavere dell’acerrimo Cavaliere. Resta da capire se ognuno di questi accantonerà sfoghi, rivalse, ambizioni e pulsioni personali per lasciare spazio a un’ipotesi di riconciliazione nazionale. Il primo banco di prova è oggi, quando la Camera voterà il rendiconto del  bilancio dello Stato.
«Credo che, in questo momento – dice Follini -, la cosa importante sia sancire la priorità dell’interesse generale sugli interessi di parte, compresa la nostra. L’opposizione può dare un contributo che sarà tanto più decisivo quanto saprà stare alla larga da ogni ombra di faziosità». In tal senso, «mi par di capire che, questa sera, alla Camera, ci sarà l’astensione di tutti i gruppi di opposizione – aggiunge -. Starà, a questo punto, alla maggioranza saper dimostrare di avere i numeri vantati e che, probabilmente non ha più». Detto ciò, Follini non si dice particolarmente appassionato dal pallottoliere in Parlamento. «Cerco, invece,  di capire quali riflessi e conseguenze possano derivare dalle scelte strategiche che si fanno». Tra queste, Follini ne indica alcune prioritarie: «Occorre sospendere le ostilità e varare un governo di tregua guidato da una personalità terza, al di fuori della mischia di questi ultimi tempi e che assuma come priorità una sorta di agenda europea, a cominciare dalle indicazioni della Bce». Tali indicazioni, congiuntamente a quelle della Ue, secondo il governo sono contenute nel maxiemendamento alla legge di stabilità sulla quale il premier si è detto intenzionato a porre la fiducia.


  PAG. SUCC. >