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DIMISSIONI BERLUSCONI/ "Legge stabilità e poi mi dimetto": la nota ufficiale del Quirinale

Berlusconi si dimette: la nota ufficiale dle Qurinale dopo l'incontro del premier con il Presidente della Repubblica. Lascerà il suo mandato dopo l'approvazione della legge stabilità

Foto Ansa Foto Ansa

Berlusconi annuncia le sue dimissioni. Nonostante avesse detto prima di salire al Colle per incontrare il Capo dello Stato che non avesse intenzione di farlo, evidentemente l'incontro con Giorgio Napolitano gli ha fatto cambiare idea. "Prima legge stabilità e poi mi dimetto" è quello che avrebbe detto infatti il premier uscendo dal Quirinale. Silvio Berlusconi accompagnato dal sottosegretario Gianni Letta è salito al Colle alle ore 18 e 30 dopo il risultato negativo del voto di oggi alla Camera sul rendiconto di Stato, che aveva visto la maggioranza ottenere solo 308 voti, un risultato inferiore alle opposizioni le quali si erano però astenute. Un risultato che probabilmente lo stesso Berlusconi non si aspettava, così come non si aspettava quello che lui con toni forti ha definito tradimento di otto esponenti del Pdl che hanno rifiutato di votare, mandando così in crisi lo shcieramento di maggioranza. Al Capo dello Stato Berlusconi ha dichiarato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato negativo al suo governo del voto, ma ha altresì manifestato la preoccupazione per la necessità dell'approvazione del pacchetto di misure presentato all'Unione europea, l'approvazione cioè della legge di stabilità. A questo punto Silvio Berlusconi ha dichiarato a Giorgio Napolitano che, una volta approvato tale pacchetto, presenterà le sue dimissioni rimettendo il mandato allo stesso Capo dello Stato. Si procederà quindi come prevede la legge alle consultazioni. Il premier e il Presidente della Repubblica hanno discusso per circa un'ora. Il Colle ha quindi diramato una nota ufficiale al termine dell'incontro: "Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera". La nota continua esprimendo la preoccupazione del premier affinché la legge stabilità venga approvata. Una volta compiuto ciò, prosegue la nota, il presidente del consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato che procederà con le consultazioni, "dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione".