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ICI E CHIESA/ Dalla Torre: ma quale Ici, le chiese non sono del Vaticano

Pubblicazione:domenica 11 dicembre 2011 - Ultimo aggiornamento:domenica 11 dicembre 2011, 10.36

Il Duomo di Milano Il Duomo di Milano

ICI E CHIESA: CONTINUA LA POLEMICA. “Quando si esige che anche il Vaticano paghi l’Ici sui luoghi di culto, ci si dimentica del fatto che le chiese non sono di proprietà della Santa Sede. Molte appartengono allo Stato italiano e ai Comuni, oppure a parrocchie, diocesi, ordini religiosi, associazioni, privati ed enti pubblici”. Lo sottolinea Giuseppe Dalla Torre, presidente del Tribunale dello Stato della Chiesa, nel corso di un’intervista a Ilsussidiario.net. Per l’esperto, “tutte le attività di culto, incluse le moschee che pure non hanno firmato un Concordato, sono esentate dal pagamento dell’Ici. Ma soprattutto abolire l’esenzione per il non profit costringerebbe alla chiusura le mense dei poveri e le altre attività benefiche, creando problemi sociali di proporzioni inaccettabili”.

Che cosa ne pensa delle dichiarazioni del cardinal Bagnasco, che ha aperto sul pagamento dell’Ici da parte della Chiesa?

Bagnasco evidentemente si riferiva al problema, sollevato nel corso di questa polemica, circa l’esistenza o meno di zone grigie sulle quali fare chiarezza. Mi pare che una disponibilità a questo riguardo da parte della Chiesa sia del tutto apprezzabile. Ridiscutere l’esenzione in quanto tale però a mio avviso non avrebbe senso, in quanto quest’ultima non riguarda solo la Chiesa, ma tutti i soggetti non profit che svolgono un certo tipo di attività.

Davvero ritiene che la legge italiana sull’esenzione Ici al non profit sia ambigua?

Forse la normativa non è chiarissima, ma il problema nasce anche dal fatto che l’Ici è un’imposta comunale, e ogni Comune quindi applica e interpreta con prassi diverse le disposizioni della legge nazionale. Non vorrei quindi che quando si parla di zone grigie si faccia riferimento a differenze che possono rilevarsi da Comune a Comune proprio a causa di questa diversità territoriale.

In particolare per quanto riguarda i luoghi di culto, l’esenzione vale solo per la Chiesa cattolica o per tutte le religioni e quindi anche alle moschee?

Io ritengo che sia applicata a tutte le confessioni religiose. E’ pur vero che l’Islam non ha mai sottoscritto un’intesa con lo Stato italiano. Nel nostro ordinamento esiste tuttavia un principio di carattere generale, in base al quale l’attività di culto da un punto di vista tributario è valutata alla stessa stregua delle attività di assistenza e beneficenza.

Alcuni esponenti del Pdl, come Bruno Murgia, hanno chiesto che la Chiesa paghi l’Ici almeno per le attività commerciali …


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COMMENTI
12/12/2011 - di benedetto (Paolo Cantoni)

l'ideologia acceca mente e buon senso. se tutte le opere di carità che fa la chiesa cattolica chiudessero lo stato sociale salta e il signore un po' rancoroso dovrebbe supplire con i suoi soldi con tasse sempre più alte. si informi meglio su come la chiesa paga l'ici

 
11/12/2011 - il vaticano paghi l'ici (alessio di benedetto)

Se si rastrellassero ogni anno i 13 miliardi di euro che un sottogoverno confessionale continua a donare alla Città del Vaticano, sottraendoli con la menzogna dalle tasche della povera gente, se si recuperassero tutti gli introiti dell’ICI (il valore degli immobili vaticani ammonta per difetto a 30 miliardi di euro), la smetteremmo di parlare di debito pubblico (altra bufala) , di crisi delle pensioni, di tagli ai rinnovi contrattuali, alla sanità, alla scuola pubblica, all’arte, alla musica e allo spettacolo… Grazie a Berlusklaun il Vaticano, il più ricco Stato del Mondo, non paga più neppure l’ICI, i suoi monumenti privati sono ristrutturati con le tasse imposte ai lavoratori italiani, e gli istituti cattolici sono finanziati con i soldi di noi tutti, non con le offerte dei fedeli o delle aziende di Berlusconi, abbastanza ricche da permetterselo. Siamo il solo caso nel mondo in cui una popolazione multirazziale e multiconfessionale deve obbligatoriamente versare i propri contributi per farsi indottrinare. Atei, non credenti, agnostici, musulmani, ebrei, protestanti ed induisti, le cui tasse statali sono devolute molto benignamente ad una ideologia religiosa che li combatte accanitamente e che se potesse tornerebbe ad accendere nuovi roghi! È come se gli Italiani – il paragone non vi sembri forzato – fossero costretti a finanziare l’Iran per lasciarsi plagiare: è la stessa identica cosa, anche se sembra assurda. Ma come ha detto qualcuno: “Il Vaticano è uno stato! L’Italia n