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ICI E CHIESA/ Dalla Torre: ma quale Ici, le chiese non sono del Vaticano

Il Duomo di Milano Il Duomo di Milano

Il legislatore, nel porre in evidenza questa differenza, evidentemente ha considerato la peculiare rilevanza che i sindacati e a maggior ragione i partiti politici hanno nel sistema costituzionale e quindi anche dei benefici di cui già godono sotto altre forme.

 

Pur facendo le debite distinzioni, ritiene che il Vaticano non sia un potere?

 

Cominciamo a dire che le chiese non sono di proprietà del Vaticano. Il Vaticano è un termine generico con cui si indicano due realtà distinte: o lo Stato della Città del Vaticano, che è uno Stato straniero come la Francia o la Germania, o la Santa Sede che è l’organo di governo della Chiesa universale e si trova nella Città del Vaticano. Quindi quando si parla di Santa Sede spesso lo si confonde con la Chiesa italiana. Ma il Vaticano, in entrambe le accezioni, non ha edifici di culto in Italia.

 

Di chi è quindi la proprietà delle chiese?

 

E’ molteplice, può essere di parrocchie, diocesi, ordini religiosi, associazioni, privati, enti pubblici. Anche i Comuni e lo Stato sono proprietari di alcune chiese. Quindi i soggetti sono i più vari. E i palazzi del Vaticano presenti sul territorio italiano? Nei casi in cui sono affittati come abitazioni private, uffici e negozi, hanno una finalità commerciale e pagano l’Ici. Tanto è vero che il Vaticano è uno dei principali contribuenti, se non il primo in assoluto, del Comune di Roma per quanto riguarda l’imposta sugli immobili.

 

Il Palazzo della Cancelleria e quello di Propaganda Fide, di proprietà della Santa Sede, però sono esentati …

 

Quelli sono gli immobili che godono dell’immunità extraterritoriale e cioè dell’equiparazione alle sedi delle ambasciate, che sono un numero limitato e sono quegli immobili nei quali si trovano i dicasteri della Santa Sede.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
12/12/2011 - di benedetto (Paolo Cantoni)

l'ideologia acceca mente e buon senso. se tutte le opere di carità che fa la chiesa cattolica chiudessero lo stato sociale salta e il signore un po' rancoroso dovrebbe supplire con i suoi soldi con tasse sempre più alte. si informi meglio su come la chiesa paga l'ici

 
11/12/2011 - il vaticano paghi l'ici (alessio di benedetto)

Se si rastrellassero ogni anno i 13 miliardi di euro che un sottogoverno confessionale continua a donare alla Città del Vaticano, sottraendoli con la menzogna dalle tasche della povera gente, se si recuperassero tutti gli introiti dell’ICI (il valore degli immobili vaticani ammonta per difetto a 30 miliardi di euro), la smetteremmo di parlare di debito pubblico (altra bufala) , di crisi delle pensioni, di tagli ai rinnovi contrattuali, alla sanità, alla scuola pubblica, all’arte, alla musica e allo spettacolo… Grazie a Berlusklaun il Vaticano, il più ricco Stato del Mondo, non paga più neppure l’ICI, i suoi monumenti privati sono ristrutturati con le tasse imposte ai lavoratori italiani, e gli istituti cattolici sono finanziati con i soldi di noi tutti, non con le offerte dei fedeli o delle aziende di Berlusconi, abbastanza ricche da permetterselo. Siamo il solo caso nel mondo in cui una popolazione multirazziale e multiconfessionale deve obbligatoriamente versare i propri contributi per farsi indottrinare. Atei, non credenti, agnostici, musulmani, ebrei, protestanti ed induisti, le cui tasse statali sono devolute molto benignamente ad una ideologia religiosa che li combatte accanitamente e che se potesse tornerebbe ad accendere nuovi roghi! È come se gli Italiani – il paragone non vi sembri forzato – fossero costretti a finanziare l’Iran per lasciarsi plagiare: è la stessa identica cosa, anche se sembra assurda. Ma come ha detto qualcuno: “Il Vaticano è uno stato! L’Italia n