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Politica

LEGA-PDL/ Bossi: Berlusconi? Sta con i comunisti

A margine di un convegno a Milano, il  leader della Lega Umberto Bossi raffredda ancora di più i rapporti con Silvio Berlusconi, che ha deciso di sostenere il governo di unità nazionale.

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A margine di un convegno a Milano, il  leader della Lega Umberto Bossi raffredda ancora di più i rapporti con Silvio Berlusconi, che ha deciso di sostenere il governo di unità nazionale. Per questo infatti, a detta del Senatùr, l’ex presidente del Consiglio «sta con i comunisti», e riguardo ai futuri rapporti tra Pdl e Lega «dipenderà da noi. Adesso l'asse con Berlusconi non c'è, ognuno a casa sua. Berlusconi sta con i comunisti in questo governo, questi non sono tempi di alleanze ma è il momento di aspettare», ha detto Bossi, secondo cui questo nuovo governo guidato da Mario Monti contro cui si è sempre fortemente schierato «andrà a picco e va bene. Lo ha messo in piedi il Presidente della Repubblica che dovrà prendersi la responsabilità di aver sciolto un governo legittimamente eletto. Questo commissario di origine europea e bancaria ha fatto un governo dei banchieri». Riguardo invece a un presunto incontro che sarebbe dovuto avvenire tra lo stesso Bossi e Berlusconi, quest’ultimo ha fatto sapere che «è stato sospeso perché non sono tempi questi per fare incontri. Sono tempi per aspettare». Inoltre secondo il leader del Carroccio l'euro sarebbe già «kaput» e questa «guerra l'ha persa l'Italia e la vinta la Padania. Il resto sono tutte cazzate. Adesso l'Europa c'è perché sostengono che vogliono fare un fondo per sostenere gli Stati. Solo che nessuno vuole metterci i soldi. E quindi non se ne farà niente». Secondo Bossi, infatti, «non esiste un fondo che possa salvare gli Stati. I tedeschi giustamente non vogliono pagare i debiti degli italiani e dei greci. Cambia tutto». E se l’euro dovesse davvero scomparire, Bossi annuncia che la Padania farà «la sua moneta, mica può continuare a mantenere tutti questi farabutti». Come ha scritto Francesco Jori nel recente articolo per IlSussidiario.net, «l’odierno atteggiamento della Lega sembra più che altro una sorta di catenaccio calcistico di vecchio stampo: tutti in difesa, e quando arriva la palla calci lunghi a spedirla il più lontano possibile, in attesa di vedere come gira la partita. Scelta magari destinata a pagare nei tempi brevi, ma che lascia irrisolta la questione settentrionale posta con forza ormai da decenni dalla società del nord.