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J'ACCUSE/ Bertinotti: l'operazione-Monti, un "golpe" dell'Europa e della sinistra

Fausto Bertinotti (Imagoeconomica) Fausto Bertinotti (Imagoeconomica)

Questo è innegabile. Credo però il Capo dello Stato sia stato mosso da un’ispirazione politica: il “terrore dell’orrore”, o la “paura del vuoto”.
Ha scelto la continuità: la cessione di sovranità al governo europeo, infatti, era già incipiente durante il governo Berlusconi e il Presidente della Repubblica ha soltanto assecondato una tendenza.

Ma ha ragione Piero Sansonetti quando dice che la sinistra italiana, pur di liberarsi di Silvio Berlusconi, ha permesso che si verificasse il suo superamento a destra?

Anche questo processo si può comprendere se si parte da più lontano. Dagli anni Novanta, infatti, la sinistra ha commesso l’errore di adottare la globalizzazione come storia naturale e non come processo politico determinato da rapporti sociali, in cui ci sono interessi colpiti e interessi esaltati. Diciamo che ne è rimasta abbagliata, convinta di essere titolata a governarla sulla base di un’adesione di fondo e di una liberazione dai quei vecchi lacci che la imprigionavano.

Come ad esempio?

Mi riferisco allo smarrimento della lettura di classe della società, all’incapacità di usare termini come “padrone”.
Questo ha fatto sì che quando è arrivata una borghesia politica che ha saputo presentarsi con tutti i crismi e senza più elementi patologici e distorcenti, anzi, con il suo statuto e l’orgoglio di classe dominante, la sinistra si sia ritrovata prigioniera dello stato d’eccezione.
Oggi la lotta di classe continua, ma si è rovesciata. La conduce la borghesia che tenta di espugnare quei terreni che gli erano stati sottratti, dal compromesso sociale europeo al welfare.

Ma cosa intende dire quando invita la sinistra ad abbattere il “recinto”?

Il “recinto” è l’organizzazione di un muro politico e istituzionale che separa ciò che il sistema considera parte della governance da quello che ne viene escluso.
Se il recinto si assesta definitivamente la sinistra è morta. Sia quella che sta al suo interno, uccisa nella sua ispirazione fondamentale, sia quella che resta fuori, condannata a un ruolo ininfluente di protesta.
Il potere, infatti, è sempre più impermeabile alle lotte e tende a costruire decisori che non abbiano più il problema del consenso.

È questa la sfida che, secondo lei, attende le diverse forze della sinistra, dentro e fuori il Parlamento? 


COMMENTI
13/12/2011 - Ogni governo tanto ci bastona (claudia mazzola)

Dicembre, un mese pieno di doni ma anche ricco di tasse, imposte, contributi e acconti da pagare. E diciamolo: una micro impresa che più spennata di così si muore, non sa più che governo pigliare...

 
13/12/2011 - Deliri veterocomunisti (Luca Rossini)

Non sorprende leggere che Bertinotti, nonostante sia il principale frequentatore di sinistra dei salotti borghesi dal secondo dopoguerra ad oggi, continui a declamare la propria campagna contro i "padroni" e prendersela con i tecnocrati. Peccato che i "tecnocrati" ce li dobbiamo digerire proprio per colpa di gente come lui, che invece di riformare lo stato alleggerendone il peso sulle generazioni future, hanno fatto barriere populiste a difesa delle peggiori corporazioni "di classe", come direbbe lui. Vada a chiedere all'operaio di Stoccarda e alla casalinga di Norimberga, per verificare se sono disponibili a pagare le nostre pensioni baby, i sussidi alle nostre aziende decotte e gli sprechi del leviatano tricolore: sarà un miracolo se non lo inseguono con il forcone, altro che colpa dei "tecnocrati"! E' patetico dare la colpa a complotti tecnocratici dopo che i rappresentanti del popolo hanno voltato le spalle alle future generazioni per pura logica di potere e interesse partitico. Basta vedere chi oggi, e con quali argomenti, si scaglia contro l'Europa.

 
13/12/2011 - pensieri chiari (francesco taddei)

pur non condividendone i valori e le aspirazioni riconosco a bertinotti una capacità di pensiero notevolmente superiore a quella di severgnini

 
13/12/2011 - gli illuminati architetti dell'universo (francesco scifo)

L'idea del Governo tecnico dei migliori è un vecchio cavallo di battaglia della sinistra:quest'ultima da anni afferma che il popolo deve essere eteroguidato da una minoranza illuminata. Quando c'era Berlusconi gli stessi dicevano che il fatto che avesse preso milioni di voti non contava nulla perchè essi erano frutto dell'incultura degli italiani, inculcata attraverso la sua televisione. Ebbene adesso raccogliamo il frutto di quella propaganda: adesso il PD e suoi utili alleati centristi e di destra ci dicono che, per il bene dell'Italia, pro tempore non sono necessarie le elezioni, almeno fino a che il Governo Monti non finirà il risanamento e la rieducazione delle masse. La manovra recessiva approvata determinerà un altra finanziaria e loro diranno che è ancora sacrificio (nostro) necessario. La Costituzione e le leggi non contano più nulla, dato che questa finanziaria, fatta con decreto legge, viola impunemente gli artt. 24,53,113 le leggi 212/2000 e 196/2003 e, se volete, ne indico altre quattro o cinque. Nessuno mi pare si stracci le vesti. Chi semina vento raccoglie tempesta.