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J'ACCUSE/ Bertinotti: l'operazione-Monti, un "golpe" dell'Europa e della sinistra

Quali sono le condizioni che rendono necessario lo "stato d’eccezione"? Ma soprattutto chi ha la facoltà di "sospendere" la democrazia? L'intervista a FAUSTO BERTINOTTI

Fausto Bertinotti (Imagoeconomica) Fausto Bertinotti (Imagoeconomica)

Quali sono le condizioni che rendono necessario lo “stato d’eccezione”? Ma soprattutto chi stabilisce che si siano realizzate e ha quindi la facoltà di “sospendere” la democrazia? Sui grandi giornali il dibattito si riaccende mentre il governo Monti si appresta a far approvare dal Parlamento una manovra da 30 miliardi.
Fausto Bertinotti, già leader di Rifondazione Comunista, ha le idee chiare in merito, come spiega nell’ultimo numero della rivista Alternative per il socialismo, dal titolo “Rompere il recinto”.
«Chi definisce e governa lo stato d’eccezione (che tra l’altro tende a diventare regola) è il “sovrano”, oggi rappresentato dal potere tecnocratico. Una sorta di organizzazione neobonapartista europea attraverso la quale la borghesia sta riprendendo in mano il comando della società e dell’organizzazione statuale, nazionale e sovranazionale. Oggi, in pratica, stiamo vivendo la fase costituente di un’Europa post-democratica – dice a IlSussidiario.net l’ex Presidente della Camera –. Un regime neoautoritario che definisce i suoi connotati attraverso la cesura con il ciclo democratico. È comunque la coda di un lungo processo, non un colpo di maglio delle ultime settimane».

Secondo la sua analisi quando avrebbe avuto inizio tutto ciò?

È una tendenza che ha avuto origine a partire dall’ultimo quarto di secolo e che si è aggravata con il successivo sviluppo della crisi del capitalismo finanziario globalizzato che ha interrotto la sua spinta ascensionale per entrare in una nuova fase dominata dall’instabilità e dall’incertezza.
In questo periodo, il processo attraverso cui le costituzioni materiali avevano logorato progressivamente l’eredità delle carte costituzionali europee, ha compiuto un salto di qualità portando alla progressiva riduzione della democrazia a tecnica di governo. Si è affermato così il primato della governabilità, una controrivoluzione culturale e istituzionale che ha dato luogo allo svuotamento della democrazia rappresentativa. Il risultato? Un potere sovranazionale privo di legittimazione democratica che, nel precipitare della crisi, si è attribuito addirittura il carattere di sovrano (o di tiranno), proclamando lo “stato d’eccezione”.

Ed è ciò che è avvenuto nel nostro Paese, secondo lei?

Certo, in questo caso possiamo parlare di “golpe bianco”. D’altronde, se la Bce arriva a definire esplicitamente il confine entro cui si può esercitare l’arte di governo significa che il potere è stato ormai ceduto a “podestà forestiere”, come scriveva lo stesso Mario Monti quando vestiva ancora i panni dell’editorialista.
I premier sono così ridotti al ruolo di “proconsoli”, o di “sacerdoti”, del governo centrale.

Monti sarebbe quindi il console di un’Europa neo-autoritaria?

Sì, al pari degli altri leader europei. Chi infatti ha provato a “ribellarsi”, appellandosi alla democrazia, come George Papandreu, è stato destituito.
L’“operazione Monti”, ad ogni modo, è stata molto raffinata.  Il professore, infatti, ha tutte le caratteristiche per essere parte integrante dell’establishment europeo e non solo uno dei suoi bracci. È uno degli “ottimati” che hanno preso in mano il governo dell’Europa secondo uno schema molto semplice: o la nostra politica o il caos.

In questa fase però ha avuto un ruolo centrale anche il Presidente della Repubblica.


COMMENTI
13/12/2011 - Ogni governo tanto ci bastona (claudia mazzola)

Dicembre, un mese pieno di doni ma anche ricco di tasse, imposte, contributi e acconti da pagare. E diciamolo: una micro impresa che più spennata di così si muore, non sa più che governo pigliare...

 
13/12/2011 - Deliri veterocomunisti (Luca Rossini)

Non sorprende leggere che Bertinotti, nonostante sia il principale frequentatore di sinistra dei salotti borghesi dal secondo dopoguerra ad oggi, continui a declamare la propria campagna contro i "padroni" e prendersela con i tecnocrati. Peccato che i "tecnocrati" ce li dobbiamo digerire proprio per colpa di gente come lui, che invece di riformare lo stato alleggerendone il peso sulle generazioni future, hanno fatto barriere populiste a difesa delle peggiori corporazioni "di classe", come direbbe lui. Vada a chiedere all'operaio di Stoccarda e alla casalinga di Norimberga, per verificare se sono disponibili a pagare le nostre pensioni baby, i sussidi alle nostre aziende decotte e gli sprechi del leviatano tricolore: sarà un miracolo se non lo inseguono con il forcone, altro che colpa dei "tecnocrati"! E' patetico dare la colpa a complotti tecnocratici dopo che i rappresentanti del popolo hanno voltato le spalle alle future generazioni per pura logica di potere e interesse partitico. Basta vedere chi oggi, e con quali argomenti, si scaglia contro l'Europa.

 
13/12/2011 - pensieri chiari (francesco taddei)

pur non condividendone i valori e le aspirazioni riconosco a bertinotti una capacità di pensiero notevolmente superiore a quella di severgnini

 
13/12/2011 - gli illuminati architetti dell'universo (francesco scifo)

L'idea del Governo tecnico dei migliori è un vecchio cavallo di battaglia della sinistra:quest'ultima da anni afferma che il popolo deve essere eteroguidato da una minoranza illuminata. Quando c'era Berlusconi gli stessi dicevano che il fatto che avesse preso milioni di voti non contava nulla perchè essi erano frutto dell'incultura degli italiani, inculcata attraverso la sua televisione. Ebbene adesso raccogliamo il frutto di quella propaganda: adesso il PD e suoi utili alleati centristi e di destra ci dicono che, per il bene dell'Italia, pro tempore non sono necessarie le elezioni, almeno fino a che il Governo Monti non finirà il risanamento e la rieducazione delle masse. La manovra recessiva approvata determinerà un altra finanziaria e loro diranno che è ancora sacrificio (nostro) necessario. La Costituzione e le leggi non contano più nulla, dato che questa finanziaria, fatta con decreto legge, viola impunemente gli artt. 24,53,113 le leggi 212/2000 e 196/2003 e, se volete, ne indico altre quattro o cinque. Nessuno mi pare si stracci le vesti. Chi semina vento raccoglie tempesta.