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IL PALAZZO/ Folli: così Alfano e Bersani "espellono" Lega e Idv

Pubblicazione:mercoledì 14 dicembre 2011

Alfano, Bersani e Casini (Imagoeconomica) Alfano, Bersani e Casini (Imagoeconomica)

A livello politico la rottura tra Bersani e Di Pietro è dietro l'angolo, mentre Vendola non sembra voler pregiudicare i rapporti per il futuro.
Per quanto riguarda invece i sindacati, i rapporti con il principale partito della sinistra italiana sono sicuramente molto tesi. Questo fatto dovrebbe però portare la sinistra a una profonda revisione non solo politica, ma anche culturale, del suo essere forza di governo. Se questo ammodernamento non dovesse esserci, l’esperienza del governo Monti alla lunga potrebbe risultare distruttiva per quest’area politica.

Se le vecchie alleanze vengono lentamente archiviate, nell'area di centrodestra come procedono i lavori per la nascita del cosiddetto Partito Popolare Europeo italiano?

Penso che una forza moderata che si rispecchi nel Partito Popolare Europeo e abbracci il complesso delle forze che in Italia si richiamano al popolarismosia l'approdo naturale. Detto questo, mi sembra che l’obiettivo sia ancora lontano dall'essere raggiunto. Molto comunque dipenderà dalla prossima legge elettorale.

Ritiene credibile, a questo proposito, l’ipotesi di una nuova legge sul modello spagnolo che possa mettere d’accordo i partiti che sostengono il governo Monti?

Direi di no, anche se per fare delle previsioni su questo argomento bisogna attendere il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legittimità dei quesiti.
Sarebbe molto diverso, infatti, se la politica dovesse trovarsi a legiferare in fretta o se avesse più tempo a disposizione perché i quesiti sono stati rigettati.
A questo verdetto manca circa un mese. Per ora possiamo limitarci a prevedere che l’attuale legge molto probabilmente verrà superata.

Da ultimo, nel Pdl e nel Pd non sembra più un tabù l'ipotesi che alcune personalità di questo governo possano rimanere in politica anche al termine di questo mandato.

È vero, ma è un dibattito che francamente non mi appassiona. È evidente, a mio avviso, che alcuni ministri potranno proseguire il loro impegno, che è già politico. Davvero possiamo considerare ancora tecnico un governo che per un anno in mezzo debba affrontare un'emergenza come quella in cui si trova il Paese?
Piuttosto sarà interessante vedere in che modo il nostro sistema politico evolverà e si riassesterà. Stiamo vivendo una stagione senza precedenti e dagli esiti imprevedibili. Possiamo solo augurarci che i cambiamenti siano sensibili perché, per quanto abbiamo visto, ce n’è davvero bisogno.

(Carlo Melato)



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