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MANOVRA MONTI/ Il premier ai partiti: la verità è che eravate paralizzati (video)

Pubblicazione:mercoledì 14 dicembre 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 14 dicembre 2011, 12.41

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Non gliel’ha mica ordinato il medico al governo precedente di dimettersi, né al Parlamento e al presidente della Repubblica di chiamare il professor Monti per formarne uno nuovo costituito da tecnici. Questo, in sostanza, il messaggio che ieri lo stesso Monti ha rivolto alla politica in tarda serata, intervenendo alla Camera di fronte alla Commissione Bilancio e Finanze. Il premier, con quella punta di alterigia che lo contraddistingue ha sottolineato: «È verissimo che per fare questa manovra non occorrevano professori. Ma perché questo lavoro non l'avete fatto voi? Ci avete chiamato voi, perché la verità è che eravate paralizzati». Rispetto alla polemica legata alla cessione di quote di sovranità, si è detto convinto che, effettivamente, le cose stiano così. L’Italia, secondo Monti, le sta perdendo. E in maniera deliberata. Sta succedendo a tutti i Paesi europei. Ma a noi, va peggio che agli altri. Abbiamo, infatti, assunto una posizione di debolezza rispetto agli altri Stati dell’Unione. Il premier, riferendosi agli avvenimenti di alcune settimane fa, ha precisato che se si fosse trovato a far parte, ai tempi, del governo, non gli avrebbe fatto di certo piacere subire un comunicato del presidente francese in cui si ordinava al nostro Paese il da farsi. Né una lettera da parte dei banchieri centrali. Illustrando i contenuti della manovra, si è detto convinto di come il mancato taglio alle agevolazioni alle famiglie contestualmente all’aumento dell’iva rappresenti un elemento di equità che consentirà di rivedere il sistema fiscale proprio in favore delle famiglie stesse.

L’equità è la caratteristica che contraddistingue anche l’Imu, la nuova tassa sulla casa che ingloberà Ici e imposte sulla spazzatura. «Un patrimonio immobiliare di imprese e famiglie valutato, sulla base delle rendite catastali non rivalutate, in 1.330 miliardi di euro produce una tassazione di oltre 10 miliardi di cui solo 2,4 sulla prima casa, con una sensibile riduzione rispetto ai vecchi 3,2 miliardi della vecchia Ici», ha spiegato. Definendo gran parte delle misure adottate strutturali, ha anche fatto presente che il governo persiste nell’atteggiamento di ricezione di ogni possibile suggerimento per eventuali modifiche. 


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