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SCENARIO/ Barcellona: la "bugia" che tiene a galla il governo di Monti

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Mario Monti (Ansa)  Mario Monti (Ansa)

È abbastanza complicato cercare di spiegare i meccanismi attraverso cui la finanza globale dei fondi degli investitori sovrani, che operano oltre lo Stato e le economie nazionali, ha determinato una vera e propria espropriazione di massa dei lavoratori e risparmiatori della maggioranza della popolazione mondiale. Ma le considerazioni così sinteticamente proposte sono il vero nodo della crisi che attraversa l’intero Occidente. Si tratta infatti di una crisi di sistema complessivo e non già di una particolare congiuntura sfavorevole dalla quale è facile riprendersi con alcune misure apparentemente capaci di contenere il debito degli stati e dei Paesi di fronte all’egemonia di un capitale finanziario svincolato da ogni rapporto con l’economia reale in cui le donne e gli uomini lavorano, e i medi e piccoli imprenditori producono merci e servizi.

Ma solo in questo quadro può apparire chiaramente quanto la manovra del nostro governo sia allo stesso tempo iniqua e inutile: iniqua perché incide sulle condizioni economiche delle famiglie e dei lavoratori senza intaccare il potere dei grandi “speculatori” del sistema finanziario globale; inutile perché la crisi di sistema che stiamo vivendo richiede una ristrutturazione istituzionale e normativa del rapporto tra capitalismo finanziario e processo produttivo reale.

Alla luce di queste riflessioni appare davvero inspiegabile come la maggior parte degli esperti e degli economisti del nostro Paese continui ad affermare l’assoluta necessità dei sacrifici imposti dalla manovra alle categorie più deboli della nostra società. Su tutti i giornali del nostro Paese, da Carlo Galli a Michela Marzano, è stata rimessa in campo con molta forza l’idea che il momento dei sacrifici è indispensabile per verificare la coesione sociale di un popolo. La liturgia del sacrificio è stata esaltata con riferimento ad altre epoche della storia in cui i grandi leader dei paesi occidentali, come Churchill, hanno chiesto ai popoli governati di partecipare solidalmente alla lotta contro il nemico esterno, accettando la logica delle “lacrime e del sangue” per difendere la propria autonomia e la propria indipendenza.

Quanto questo appello ai sacrifici del popolo sia oggi improprio e persino mistificante è dimostrabile agevolmente attraverso il presupposto che dovrebbe giustificare le logiche di rinuncia anche al proprio minimo vitale. Il presupposto del sacrificio per il bene comune è giustificabile infatti soltanto in un contesto in cui la solidarietà tra i cittadini di un Paese è veramente un principio sostanziale della convivenza. Non si possono chiedere sacrifici se non in nome di una solidarietà concreta che opera praticamente nella vita sociale. Per contro noi assistiamo nel nostro Paese a una pratica dell’evasione fiscale che dimostra contro ogni ragionevole dubbio che il ceto dei più ricchi e dei più privilegiati non ha alcuna disponibilità a essere coinvolto in un’operazione di solidarietà nazionale. Il governo ne è talmente consapevole che chiede soltanto l’1,5% ai capitali rientrati in Italia attraverso la grande amnistia del cosiddetto scudo fiscale.


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COMMENTI
17/12/2011 - il motivo c'è! (Alberto Speroni)

c'è un solo motivo per continuare a mentire al popolo : SALVARSI LA TESTA! ps sottoscrivo tutto dell'analisi del prof. Barcellona!...complimenti per l'esposizione logica e capibilissima! NB:Dio guardi dall'ira del giusto!

 
15/12/2011 - speranza (Samuela Vercelli)

condivido appieno l'analisi, non so quanti italiani siano consapevoli di questa situazione ma credo che la cosa più grave sia che anche chi lo è non sa come uscirne, quali passi fare.Per quanto mi riguarda il consenso al governo Monti è solo legato alla speranza che tenga a bada i mercati per qualche mese dandoci il tempo di riorganizzarci - se questo non l'abbiamo capito allora siamo proprio messi male. Ma dove sono le persone che hanno le competenze per arginare lo strapotere del capitalismo finanziario? Come possiamo rinnovare il sistema dei partiti in tempi brevi, visto che nessuno dei partiti e dei politici attualmente disponibili è ancora votabile da chiunque abbia un grammo di buon senso? Come si può avviare un cambiamento dal basso? cosa può fare ognuno di noi? Speriamo di trovare rapidamente delle risposte...

 
14/12/2011 - Consenso ? (Diego Perna)

Dopo anni di politica che ci ha portato qui, con tutto un fardello di caste privilegi e corruzione, un cambiamento era auspicabile. Che il consenso continui, non lo darei per certo, già cominciano i dubbi, anche perché spread e mercati non ci corrispondono come ci si aspettava.

 
14/12/2011 - Eccezionale l'articolo del prof. Barcellona (vincenzo ioculano)

Condivido pienamente l'analisi del prof. Barcellona. Il problema è trovare il modo per ricominciare, non credo che la maggioranza degli italiani, sia convinta che attraverso questi sacrifici si può venire fuori.Intanto, questi chiarimenti aiutano a capire meglio, la reale situazione di crisi che stiamo attraversando. Bisogna lottare perchè prima o poi la verità si affermerà sulla menzogna.