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PROCESSO MILLS/ Berlusconi: "Le manovre causano la recessione"

Si è tenuta una nuova udienza del processo Mills alal quale era presente l'ex capo del governo Silvio Berlusconi. Che ha fatto gli auguri a Monti e al suo esecutivo

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Silvio Berlusconi si è presentato stamane in aula per la nuova udienza relativa al processo Mills. L'ex capo del governo come si sa è accusato di corruzione in atti giudiziari, nella fattispecie di aver versato una forte somma (600mila dollari) all'avvocato inglese David Mills. L'avvocato inglese doveva prendere parte anche lui all'udienza in tele conferenza da Londra. Durante una pausa dell'udienza, Silvio Berlusconi ha rilasciato alcuni commenti relativamente ad alcune iniziative del governo Monti. In particolare, l'idea di organizzare un'asta delle frequenze televisive in modo da portare soldi allo Stato. Per il leader del Pdl, non è una idea destinata ad avere successo perché non ci sarebbe nessuno interessato a fare un investimento per ottenere una frequenza. Si è poi espresso in maniera contraria al cambiamento dei regolamenti esistenti in materia. Attualmente si procede secondo il cosiddetto "beauty contest", un sistema messo in pratica dall'ex ministro Romani che secondo alcuni sarebbe vantaggioso solo per Rai e Mediaset. Berlusconi ha poi commentato anche la manovra del governo Monti, smentendo quanti recentemente avevano riportato sue presunte dichiarazioni su una possibile fine dell'esecutivo in carica. "Non ho mai detto di staccare la spina al governo" ha precisato aggiungendo che non ci sarebbe nessuno attualmente in grado di prevedere quanto possa durare questo governo. I cronisti che lo hanno sentito facevano riferimento a frasi dette recentemente dal premier sul fatto che il governo sarebbe già in crisi e le elezioni l'unica strada. Ha invece fatto gli auguri all'esecutivo in carica: "C'è un governo, tanti auguri, facciamolo lavorare, lasciamolo lavorare" ha detto. Per quanto riguarda il peso della manovra varata da poco, Berlusconi sostiene che la recessione è il risultato di qualunque manovra, non solo di quella Monti: come tutte le manovre, induce alla recessione ha spiegato. Invece è sembrato essere d'accordo con il suo ex ministro delle finanze Giulio Tremonti che ha suggerito che sia necessaria dopo di questa una ulteriore manovra finanziaria.