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Politica

SCENARIO/ Alfano-Maroni o Berlusconi-Bossi: qual è il ticket vincente?

Bossi e Maroni (Imagoeconomica)Bossi e Maroni (Imagoeconomica)

Bossi lascia fare, l’ipotesi potrebbe andargli bene perché “una corsa alla premiership del governatore lombardo indebolirebbe il disegno maroniano di prendersi il partito, isolando i pretoriani del cerchio magico". In cambio dell’appoggio Formigoni fa balenare la possibilità di lasciare a un padano la poltrona del Pirellone. Di qui il recente invito rivolto a Formigoni, dopo le buriane passate, a partecipare al tradizionale incontro del lunedì in via Bellerio.

Anche l’opposizione a Monti è intesa in modi diversi dentro al partito, proprio in funzione del dopo. I maroniani pensano che debba essere “costruttiva e non aventiniana”, impostata per correre da soli nel 2013 oppure per riscrivere su basi nuove l’alleanza con un Pdl post berlusconiano targato Alfano; Bossi e il cerchio magico pensano si debba usare il tempo fuori dal governo per dare fiato alle vecchie parole d’ordine, rifarsi una verginità di lotta, per poi tornare all’ovile insieme all’amico Silvio, perpetuando un’altra volta il tandem che ha menato le danze nell’ultimo decennio.

Quale opzione vincerà? Impossibile dirlo ora. Entrambe rischiano di venire travolte dagli eventi e dall’azione del governo Monti. Se il nuovo esecutivo durasse e riuscisse a dare quella frustata all’economia che si aspetta l’Europa, nulla sarà più come prima sullo scacchiere politico e dei partiti. Potrebbe squagliarsi il Pdl, potrebbe spaccarsi il Carroccio, potrebbe disintegrarsi il Pd. A quel punto le vecchie alchimie sarebbero spazzate via. Addio sogni di gloria Maroni-Alfano. E addio riabbraccio Silvio-Umberto. Le loro, eventualmente, sarebbero solo vecchie cene tra reduci.

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