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IL CASO/ Cosa ci guadagna Monti ad affossare il federalismo fiscale?

Mario Monti (Foto Imagoeconomica) Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Tra l’altro, per quanto farraginoso e criticabile in alcune parti, il senso complessivo del percorso avviato è proprio quello della predisposizione di un meccanismo di responsabilizzazione degli enti territoriali nel reperimento e nell’impiego delle risorse finanziare. Del resto, anche la riforma costituzionale sull’introduzione del principio di equilibrio nei bilanci pubblici, recentemente approvata in prima battuta e nel medesimo testo dalla Camera e dal Senato, ha dato adeguata attenzione alle garanzie presenti nel nostro ordinamento a favore del decentramento istituzionale.

Nello stesso tempo, è evidente che la salvezza finanziaria dell’Italia tutta non può non passare attraverso la consapevole e ponderata applicazione dei principi costituzionali e legislativi che guidano il federalismo fiscale. Certo, si potrà operare anche mediante opportune modifiche e integrazioni, così come è consentito dalla possibilità di adottare decreti integrativi e correttivi. Ma senza una solida visione d’insieme si realizzeranno risultati soltanto parziali e provvisori, e la stessa coesione nazionale potrebbe essere messa in pericolo.

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