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Politica

MANOVRA/ Il Senato decide di porre la fiducia. Protesta in Aula della Lega

Così come è stato fatto alla Camera, il governo ha deciso di porre la questione di fiducia sulla manovra finanziaria anche al Senato. Lo ha annunciato il ministro Giarda

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Così come è stato fatto alla Camera, il governo ha deciso di porre la questione di fiducia sulla manovra finanziaria anche al Senato. Lo ha annunciato nell’Aula di Palazzo Madama Piero Giarda, ministro dei Rapporti con il Parlamento. Subito dopo, il presidente del Senato Renato Schifani ha deciso di sospendere la seduta per riprenderà solo in seguito alla riunione dei capigruppo che dovranno decidere i tempi per le dichiarazioni di voto e per le votazioni effettive. La decisione è stata assunta anche a causa della bagarre provocata dalla Lega. I Parlamentari del Carroccio hanno iniziato, infatti, a rumoreggiare e a usare dei fischietti per disturbare i lavori del Senato. La contestazione è proseguita anche con dei cartelli. Il presidente Schifani ha reagito richiamando i leghisti ad un atteggiamento consono all’istituzione che rappresentano e rimproverandoli del fatto che il loro comportamento «fa scempio al Parlamento. Dovreste vergognarvi questo non è lo stadio, è il Parlamento».

Prima di Giarda aveva preso la parola il viceministro all’Economia Vittorio Grillo, per rispondere ad alcune osservazione effettuate dai Senatori nel corso della discussione generale. In particolare, prima che i leghisti dessero vita al loro teatrino, il viceministro ha fatto sapere che ben presto il governo darà vita alla spending review con una serie di interventi che analizzeranno, in maniera sistematica e dettagliata, le voci e i capitoli di bilancio da tagliare. Ha, inoltre annunciato che l’esecutivo continuerà nell’opera di lotta all’evasione mentre, quanto prima, saranno dato il via alla liberalizzazione di una serie di attività economiche. Ha anche affrontato un tema particolarmente spinoso: quello dei crediti vantati dalla imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni. In tal senso, saranno messe a punto delle misure per sbloccare, e dare finalmente alle aziende quanto spetta loro. Tuttavia, nel far questo, sarà monitorato il bilancio, facendo in modo che tali provvedimenti non lo penalizzino. In precedenza Grilli ha anche fatto sapere che non ci saranno ulteriori modifiche alla manovra Monti.