BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LEGGE ELETTORALE/ Ceccanti: usiamo Spagna (o Francia) per rottamare il bipolarismo

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Il senatore Pd Stefano Ceccanti  Il senatore Pd Stefano Ceccanti

La politica italiana torna a interrogarsi sulla legge elettorale. Se per l’ex ministro Frattini sarebbe un errore mantenere il Porcellum, per il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, la scelta migliore resta quella di un proporzionale alla tedesca. Un’ipotesi che trova una sponda anche nel democratico Dario Franceschini. Molto dipenderà, comunque, dal verdetto della Corte Costituzionale sull’ammissibilità del referendum, anche se nei partiti sembrano aumentare quelli che scommettono sulla bocciatura dei due quesiti. «Com’è sempre accaduto, alcuni segmenti del ceto politico vedono come un impiccio le richieste referendarie – spiega a IlSussidiario.net il senatore Pd Stefano Ceccanti –. Ad oggi, comunque, nessuno può fare previsioni su quanto deciderà la Consulta».

Proviamo a ragionare sulle due ipotesi. Se il referendum dovesse essere ritenuto ammissibile e passare, il Parlamento dovrà limitarsi a qualche correzione del Mattarellum?

Direi di sì e in quel caso penso che la soluzione migliore sia prevedere un doppio turno che eviti coalizioni eccessivamente ampie.

Un maggioritario a doppio turno, parzialmente corretto, sul modello francese?

Sì, un po’ come già accade per l’elezione dei sindaci. La seconda ipotesi è il sistema australiano. In questo caso però l’elettore deve indicare anche la seconda opzione.  

Se invece la Consulta dovesse dichiarare inammissibili i quesiti a quel punto tornerebbero in gioco tutti i modelli?  

Diciamo di sì, anche se il punto di partenza rimarrebbe la legge attuale, il Porcellum. In questo secondo caso penso che sia preferibile un sistema simile a quello che c’è in Spagna.
Bisognerebbe innanzitutto spezzare le circoscrizioni, che oggi sono troppo ampie, portandole alla grandezza delle province. Non essendoci poi il recupero dei resti, dato che le circoscrizioni sono separate, scomparirebbe anche l’attuale premio di maggioranza. O meglio, i partiti con più voti a livello nazionale otterrebbero un premio “nascosto”, implicito e più flessibile.

E le preferenze verrebbero reintrodotte?



  PAG. SUCC. >