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SCENARIO/ Franchi: ora i partiti devono "scippare" le riforme a Monti

Pubblicazione:giovedì 22 dicembre 2011

Mario Monti (Imagoeconomica) Mario Monti (Imagoeconomica)

Paolo Franchi, editorialista di grandi giornali nazionali, anima inquieta del giornalismo italiano, ma anche di una grande scuola riformista, ragiona e si interroga sul futuro politico italiano, sull'assetto del sistema, sul ruolo dei partiti in un momento di trasformazione e di cambiamento che, vista la radicalità della crisi finanziaria, economica e sociale, può essere epocale, più che storica.

Prima di guardare al futuro, Franchi, esaminiamo questi due mesi, questo momento di estrema emergenza economica e finanziaria, questo periodo in cui la politica cede il passo alle ragioni dell'economia tanto da far dubitare che ci sia stata una sospensione della stessa democrazia. Lo stesso Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto non solo per rassicurare, ma per rivendicare la correttezza e la costituzionalità di questo passaggio con la nomina del governo nazionale di Mario Monti. Lei che ne pensa?

«Si viene da vent'anni di crisi politica, di crisi della democrazia. Ma in questo caso c'è stato un rispetto scrupoloso delle norme costituzionali, una grande correttezza. In vent'anni si è assistito alla nascita e all'incapacità di un bipolarismo che non ha portato da nessuna parte, che non ha risolto dei nodi di fondo e ci pone di fronte a nuovi problemi. Qui non si è sospesa affatto la democrazia e la politica. Diciamo francamente che la politica si è autosospesa per manifesta incapacità di saper affrontare situazioni contingenti e un nuovo problema, che sorge in tutte le società democratiche occidentali, non solo dell'Italia. È il problema della priorità che si è presa l'economia, l'esigenza di risolvere i problemi economici in una società moderna. Quello che accade in Italia accade anche in Germania e altrove».

Mi sta dicendo che alla fine hanno prevalso i tecnici perché voluti da “poteri forti” e dalle banche?

No, questa è una stupidaggine. Qui non c'è stato nessun complotto e nessuna scorrettezza istituzionale. Semplicemente la politica non è sembrata all'altezza della situazione e ha fatto spontanemente un passo indietro. Si è autosospesa.

Ma tutto questo pone una questione per il futuro. Gaurdiamo solo in casa nostra, in Italia, che cosa fa la politica di fronte al Governo dei tecnici di Mario Monti? Come attraverserà questo periodo che molti definiscono di parentesi?


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COMMENTI
22/12/2011 - Riforma Monti: facci lavorare. (claudia mazzola)

La mia amica, povera, Rosa 56 anni e suo figlio Fabio 27 anni,disoccupato, vogliono lavorare e pure io chiedo questo, sarà utopia o desiderio di star bene?