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GIORNALI/ Un’operazione psico-mediatica per far credere che "tutto va bene…"

Pubblicazione:giovedì 29 dicembre 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 11 gennaio 2012, 14.13

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Poi, Matteoli si dimostra scettico sulla “fase due” della manovra dei tecnici. C'è anche l'ex ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che definisce “minutaglie” i parlamentari del Pdl che potrebbero confluire nell'Udc. Poi le consuete “sparate” contro il Governo dei tecnocrati da parte della Lega Nord, con un Roberto Calderoli particolarmente scatenato, le ricorrenti critiche dell'Italia dei valori di Antonio Di Pietro e le perorazioni del Partito democratico sulle liberalizzazioni, quelle che abbiamo citato prima. In altri termini, se è concesso dirlo in questo coro di approvazione per il Governo, uno spettacolo al limite della desolazione e del conformismo irritante, soprattutto da parte dei media che sembrano impegnati in una operazione psico-politica, un principio della quale specifica: “Un'operazione di propaganda accuratamente pianificata e messa in pratica per ottenere specifiche comportamenti della gente”. Insomma una serie di dichiarazioni da “saldi di fine anno”, che probabilmente non colgono fino in fondo sia la fase di acuta incertezza economica e finanziaria che vive il mondo intero, non solo l'Italia e poi la scarsa visione politica di fondo. Come si può pensare che nulla cambi dopo quello che avvenuto da questa estate a oggi al mondo politico italiano? E' vero che siamo nel “paese dei gattopardi”, ma pensare che il sistema politico attuale, con dei partiti che mediano faticosamente con il loro elettorato per fra digerire le amare medicine di questo Governo, possa riprendere come d'incanto nel 2013, sembra un'utopia fuori da ogni senso pratico e da ogni ragionevole sguardo sulla realtà che sta maturando nel Paese. Forse una classe politica più responsabile, più attenta ai problemi delle persone, dovrebbe non limitarsi a sperare in bilanci da portare in pareggio e in crescite da decretare a tavolino, ma dovrebbe investire tutto il Paese in un grande dibattito dove, con tutta la coesione possibile, si potrebbe cercare una via d'uscita in tempi medio-lunghi ragionevoli. Innazitutto non nascondendo la realtà: la Borsa, in un anno, ha perso il 25 percento; il potere d'acquisto è calato; la disoccupazione, soprattutto quella giovanile è sempre alta; la pressione fiscale è ai massimi storici, mentre la credibilità dei partiti è ai minimi storici. E le riforme che si aspettano da vent'anni? Quelle sono sempre sulla carta. Anzi, poiché si avvicina il “veglione di fine anno”, possiamo dirlo alla francese “à la carte”.



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COMMENTI
29/12/2011 - Lavoro e mercati (Giorgio Venturi)

Siamo tutti concentrati sui mercati, lo spread e il debito pubblico, la Bce la Merkel e Sarkozy, come se il problema piú grosso fosse li. Se non riparte l' economia reale, credere di poter continuare a coprire debito con debito è un' illusione che non durerá a lungo. I sacrifici dovremmo farli per fare ripartire il lavoro nelle imprese, prima che si fermino del tutto,il danno sarebbe irreparabile. Credere che in un momento storico così incerto, ce la possano fare con un livello di tassazione che non consente d' investire in ricerca e innovazione , e vincere la concorrenza dei paesi asiatici è non volere rendersi conto delle cose come stanno. Sono molto preoccupato a ragion veduta, sará dura con tutte le pillole di ottimismo che ci verranno somministrate.

 
29/12/2011 - deangelis/3 (giorgio cordiero)

...interessi elevati alle banche. Va da se che se la manovra di Monti dovesse riuscire e produrre gli esiti sperati , potremmo assistere ad un fenomeno nuovo che porrebbe in seria difficoltà la nostra classse politica. Occorre quindi valutare con estrema attenzione quanto viene detto dai politici tradizionali e cercare di capire meglio i meccanismi tecnici di questo governo.

 
29/12/2011 - Deangelis/2 (giorgio cordiero)

I risultati sarebbero: A)emissione di debito pubblico garantito da real estate molto più appetibile e meno rischioso che consentirebbe alle banche di mitigare l'entità della ricapitalizzazione richiesta da Basilea3.B) debito pubblico emesso a tassi più bassi e più sosenibili per lo stato.C)vanificazione dell'attacco sistemico al nostro debito pubblico da parte di speculazioni più o meno organizzate e gestite.Si potrebbe obiettare che le banche potrebbero non essere interessate a sottoscrivere obbligazioni di stato a tassi non convenienti rispetto agli attuali offerti dai titoli di stato tradizionali, ma allora non si spiega perchè le banche italiane non abbiano partecipato alla sottoscrizione dell'asta di ieri dei bot ed abbiono preferito ri parcheggiare il denaro appena avuto in prestito dalla BCE preso la medesima , sotto forma di Overnight remunerato con l'euribor (0,25%). Non dimentichaimo che così facendo le banche perdono denaro perchè stanno pagando alla BCE l% per il medesimo denaro. In BUona sostanza, cio avvienea causa delle indicazioni contraddittorie che provengono dalla BCE , dall'EBa e dai mercati che da un lato chiderebbero alle banche di comperare titoli di stato domestici, ma dall'altro di fatto lo impediscono , considerando tali titoli come tossici.Ecco che allora adesso diviene molto più importante la sicurezza anche rispetto al rendimento.Si tratta quindi di una manovra che sarebbe in termini economici l'esatto opposto dei Tremonti Bond che offrivano

 
29/12/2011 - ...e la crisi Passerà (giorgio cordiero)

Stiamo assistendo ad una tanto stupida quanto inutile diatriba tra una parte dela stampa che è ancora troppo contenta dal fatto che Berlusconi se ne sia dovuto andare ed una classe politica trasversale ed unita nel timore che Monti&C ce la possano fare e che magari qualche tecnico decida davvero di mettersi in politica, la verità è che in quasto momento ai politici inetti( moltissimi) gli sta tremando la sedia sotto il sedere. Se poi guardiamo alle idee che Il nuovo governo sta propettando ci accorgiamo che ve ne è una che potrebbe davvero essere risoultiva (almeno per l'Italia). Lo stato ha un patrimonio immobiliare enorme, stimato in circa 1800 mld di euro, che si avvicina all'intero ammontare del debito pubblico che è di circa 1900/2000 mld. Se si rivedessero davvero le rendite catastali il valore del patrimonio immobiliare salirebbe di un altro 20/25%. Vendere questo ben di Dio corrisponderebbe a depauperare lo stato allora l'idea è quella di creare un fondo(magari di diritto estero) nel quale inserire come garanzia real estate i beni demaniale ed emettere obbligazioni a fronte di questa garanzia. Orbene questi titoli sarebbero caratterizzati da interessi bassi (diciamo quasi tedeschi) e verrebbero offerti in un mercato protetto ai soli investitori istituzionali con divieto di re immissione sui mercati regolamentati e anche su quelli OTC (over the counter).Essi andrebbero a sostituire i titoli di stato in scadenza, si otterrebbero risultati molto importanti: (segue)