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GIORNALI/ Un’operazione psico-mediatica per far credere che "tutto va bene…"

Pubblicazione:giovedì 29 dicembre 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 11 gennaio 2012, 14.13

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Il Governo dei tecnici, presieduto da Mario Monti, tiene l'ultima riunione dell'anno nel giorno in cui scade un'asta di bot significativa e alla vigilia di un'altra asta di titoli ancora più impegnativa. Sul tavolo del consiglio dei ministri, secondo i media scritti e televisivi, ci sarebbero le “misure per la crescita”, la cosiddetta “fase due” della manovra, che dovrebbe garantire la parità di bilancio per il 2013, la credibilità internazionale dell'Italia e nello stesso tempo creare le condizioni per lo sviluppo del Paese. Troppa grazia Sant'Antonio ! Poiché tutto questo si riflette sui mercati, gli occhi dei ministri che stanno a Palazzo Chigi sono probabilmente puntati sui monitor che riportano i valori di Borsa. E lo spettacolo per i membri del Governo non è edificante. L'asta è andata “ufficialmente” bene, ma piazza Affari ha perso e lo spread è risalito sopra i 500 punti, a 511 per l'esattezza, con rendimenti che si avvicinano ancora al 7 percento. Come al solito, la giornata è partita bene, ma la chiusura è venuta male. Dalle indiscrezioni sulla riunione del Governo, si dice che la misura più sicura possa essere l'aumento, di poco più dell'uno percento, delle tariffe autostradali. Arrivano poi notizie, contrastate e poco edificanti, sul crollo dei consumi natalizi, sulla corsa ai “saldi” di Mendrisio, paesotto svizzero al confine con l'Italia; su una nuova contrazione della forza lavoro. Il consiglio dei ministri si chiude dopo tre ore e, a quanto pare, si è discusso molto ma si è concluso poco. In altre parole provedimenti significativi, a quanto si è appreso, non si sono varati. E' possibile che questa “fase due” sia una sorta di speranza che è difficile concretizzare in provvedimenti. Sarà il compito principale per il Governo nel 2012. Ma l'impressione è che ci sia una tale vaghezza in questi provvedimenti per la crescita, che diventa quasi grottesco insistere su decreti che stabiliscono, come d'incanto, la ripartenza di un Paese che è bloccato da quindici anni, prigioniera di una crescita modesta. Fa impressione in tutto questo un continuo chiacchiericcio il discorso sulle liberalizzazioni, che poi si tratterebbe di liberare il mercato dell'aspirina, dei viagra; l'orario dei negozi; il solito tormentone sui taxisti. C'è grande prudenza invece per i provvedimenti sulla riforma del mercato del lavoro. Intanto, mentre il Governo mette a punto la sua agenda per le prossime settimane, con un occhio sempre vigile sull'andamento delle aste dei titoli e sullo spread, i partiti che si sono autosospesi dalla politica, quasi si esercitano in scenari futuri che riguardano il sistema politico del dopo-Monti. Così Francesco Giro, esponente del Pdl, sostiene che l'intervista del ministro Andrea Riccardi al Corriere della Sera non ha creato “nessun malumore all'interno del Pdl”. Un fatto che deve essere, nella testa di Giro, di estrema importanza. Poi c'è una dichiarazione dell'ex ministro Altero Matteoli, che probabilmente sta già brindando al prossimo anno, perché si augura di ristabilire un asse tra Pdl e Lega Nord, con un recupero anche dell'Udc.


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COMMENTI
29/12/2011 - Lavoro e mercati (Giorgio Venturi)

Siamo tutti concentrati sui mercati, lo spread e il debito pubblico, la Bce la Merkel e Sarkozy, come se il problema piú grosso fosse li. Se non riparte l' economia reale, credere di poter continuare a coprire debito con debito è un' illusione che non durerá a lungo. I sacrifici dovremmo farli per fare ripartire il lavoro nelle imprese, prima che si fermino del tutto,il danno sarebbe irreparabile. Credere che in un momento storico così incerto, ce la possano fare con un livello di tassazione che non consente d' investire in ricerca e innovazione , e vincere la concorrenza dei paesi asiatici è non volere rendersi conto delle cose come stanno. Sono molto preoccupato a ragion veduta, sará dura con tutte le pillole di ottimismo che ci verranno somministrate.

 
29/12/2011 - deangelis/3 (giorgio cordiero)

...interessi elevati alle banche. Va da se che se la manovra di Monti dovesse riuscire e produrre gli esiti sperati , potremmo assistere ad un fenomeno nuovo che porrebbe in seria difficoltà la nostra classse politica. Occorre quindi valutare con estrema attenzione quanto viene detto dai politici tradizionali e cercare di capire meglio i meccanismi tecnici di questo governo.

 
29/12/2011 - Deangelis/2 (giorgio cordiero)

I risultati sarebbero: A)emissione di debito pubblico garantito da real estate molto più appetibile e meno rischioso che consentirebbe alle banche di mitigare l'entità della ricapitalizzazione richiesta da Basilea3.B) debito pubblico emesso a tassi più bassi e più sosenibili per lo stato.C)vanificazione dell'attacco sistemico al nostro debito pubblico da parte di speculazioni più o meno organizzate e gestite.Si potrebbe obiettare che le banche potrebbero non essere interessate a sottoscrivere obbligazioni di stato a tassi non convenienti rispetto agli attuali offerti dai titoli di stato tradizionali, ma allora non si spiega perchè le banche italiane non abbiano partecipato alla sottoscrizione dell'asta di ieri dei bot ed abbiono preferito ri parcheggiare il denaro appena avuto in prestito dalla BCE preso la medesima , sotto forma di Overnight remunerato con l'euribor (0,25%). Non dimentichaimo che così facendo le banche perdono denaro perchè stanno pagando alla BCE l% per il medesimo denaro. In BUona sostanza, cio avvienea causa delle indicazioni contraddittorie che provengono dalla BCE , dall'EBa e dai mercati che da un lato chiderebbero alle banche di comperare titoli di stato domestici, ma dall'altro di fatto lo impediscono , considerando tali titoli come tossici.Ecco che allora adesso diviene molto più importante la sicurezza anche rispetto al rendimento.Si tratta quindi di una manovra che sarebbe in termini economici l'esatto opposto dei Tremonti Bond che offrivano

 
29/12/2011 - ...e la crisi Passerà (giorgio cordiero)

Stiamo assistendo ad una tanto stupida quanto inutile diatriba tra una parte dela stampa che è ancora troppo contenta dal fatto che Berlusconi se ne sia dovuto andare ed una classe politica trasversale ed unita nel timore che Monti&C ce la possano fare e che magari qualche tecnico decida davvero di mettersi in politica, la verità è che in quasto momento ai politici inetti( moltissimi) gli sta tremando la sedia sotto il sedere. Se poi guardiamo alle idee che Il nuovo governo sta propettando ci accorgiamo che ve ne è una che potrebbe davvero essere risoultiva (almeno per l'Italia). Lo stato ha un patrimonio immobiliare enorme, stimato in circa 1800 mld di euro, che si avvicina all'intero ammontare del debito pubblico che è di circa 1900/2000 mld. Se si rivedessero davvero le rendite catastali il valore del patrimonio immobiliare salirebbe di un altro 20/25%. Vendere questo ben di Dio corrisponderebbe a depauperare lo stato allora l'idea è quella di creare un fondo(magari di diritto estero) nel quale inserire come garanzia real estate i beni demaniale ed emettere obbligazioni a fronte di questa garanzia. Orbene questi titoli sarebbero caratterizzati da interessi bassi (diciamo quasi tedeschi) e verrebbero offerti in un mercato protetto ai soli investitori istituzionali con divieto di re immissione sui mercati regolamentati e anche su quelli OTC (over the counter).Essi andrebbero a sostituire i titoli di stato in scadenza, si otterrebbero risultati molto importanti: (segue)