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MANOVRA MONTI/ 3. Cacciari: così Monti accontenta il Pdl e imbarazza la sinistra

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alle novità che emergono nella realtà sociale e generalmente non prevenuto verso posizioni anche distanti dalla sua visione, risponde con molta schiettezza ad alcune domande sulla manovra approvata dal Governo di “impegno nazionale” di Mario Monti.

Lei è stato sindaco di Venezia per molti anni: che peso avrà questa nuova manovra sugli enti locali?

Il solito peso che ormai sta diventando insopportabile. È da 25 anni che si fanno manovre sulla pelle degli enti locali. E si continua a farle in questo modo. La manovra varata dal governo di Mario Monti non sfugge a questa logica. Al limite, con sconforto, potrei affermare che questa non rappresenta più una novità. Il peso della manovra sarà inevitabile per le casse degli enti locali. A cominciare da un aumento delle tariffe per il trasporto urbano e per gli altri servizi. Come si potrebbe fare altrimenti? Evidentemente non c’è altra logica in Italia quando si devono correggere i conti dello Stato.

Come vede nel suo complesso questa manovra? Che cosa potrà provocare nella stessa sinistra?

Indubbiamente nella manovra sono stati accolti i suggerimenti, chiamiamoli così, del Pdl. Non è passata infatti la patrimoniale, che poteva quanto meno dare un carattere di maggiore equità a tutto l’impianto della manovra. Credo che anche un ritocco dell’Irpef sui redditi alti poteva essere accettato. Si trattava di un messaggio significativo, quello di far concorrere tutti a dei sacrifici che in questo momento sono necessari. È invece passata questa deindicizzazione delle pensioni che creerà inevitabilmente qualche problema nella sinistra e che spero si possa aggiustare nel dibattito parlamentare.

Anche i sindacati hanno da ridire, usando un eufemismo, su questa deindicizzazione. Si salvano solo una fascia di pensionati, quelli che guadagnano meno di poco più di 900 euro al mese.

Sì, questa è una cosa che effettivamente non sta né in cielo, né in terra e che bisogna cercare di modificare.

Che cosa potranno fare i sindacati di fronte a una manovra di questo genere?


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COMMENTI
05/12/2011 - Ritorno di Berlusconi (giagio giagio)

Vi ricordate della "BICAMERALE", di quando Dalema è stato presidente del consiglio? Vi ricordate di Berlusconi che gliela tirata alle lunghe per oltre due anni senza farlo approdare a niente? E fu la fine del governo Dalema, e l'egemonia di Berlusconi. Oggi Berlusconi sta dando lenza (terminologia dei pescatori) a Monti e gli fa fare una "bella" manovra che colpisce in particolare i poveri cristi, gli operai, i monoredditi, i pensionati, insomma tutti coloro che nauseati non avrebbero più votato Berlusconi. Gli suggerisce anche di porre la fiducia, così è sicuro che il suo "progetto" si realizzerà con certezza: "Monti ha riempito di tasse gli Italiani meno abbienti, ha rapinato i pensionati del recupero già maturato dell'inflazione , ha rimesso l'ICI, aumentandola di molto, sulla prima casa fatta con tanti sacrifici dai lavoratori, ha impedito ai lavoratori ad andare in pensione, ma ha salvaguardato i grandi patrimoni e le grandi ricchezze - è sempre Berlusconi che parla - io invece non avevo aumentato le tasse, avevo eliminato l'ICI -. Conclusione: Prima che sarà fatto il referendum sulla legge elettorale (che sarebbe una iattura per Berlusconi) il PDL e Berlusconi faranno cadere il governo e si andrà alle elezioni con la vecchia legge elettorale, e sarà un tripudio per Berlusconi, perchè la maggioranza degli allocchi degli Italiani ritornerà a votare COLUI che non ha MAI AUMENTATO LE TASSE.