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MANOVRA MONTI/ Rotondi (Pdl): Alfano ha evitato il peggio, ora dovremo appoggiarla

Pubblicazione:lunedì 5 dicembre 2011

Il deputato Pdl, Gianfranco Rotondi Il deputato Pdl, Gianfranco Rotondi

MANOVRA MONTI - Per il deputato del Pdl, l’obiettivo di agganciare la ripresa non è un’utopia, in quando “il Paese ha una sua vitalità, e la crisi sotto diversi punti di vista è un fatto del tutto lontano, che si riflette sulla politica economica italiana, ma che non c’entra nulla né con il governo né con l’Italia né con l’economia del nostro Paese. Siamo indebitati e quindi strutturalmente più deboli rispetto alla tempesta finanziaria in corso. Ma dire che l’Italia è nei guai e che Francia e Germania invece stanno bene, è una lettura non veritiera”. A chi gli chiede una valutazione politica della fase che stiamo attraversando, Rotondi replica: “Per il nostro Paese sarebbe stato meglio andare al voto. Oggi infatti per affrontare l’attuale emergenza finanziaria, occorre combinare la ‘dieta’ dei conti pubblici e la riduzione del debito con interventi strutturali che vanno dalle pensioni al costo del lavoro e all’alienazione di una parte significativa dei beni dello Stato. Tutto questo richiede almeno una legislatura piena, con risultati che possono essere raggiunti solo da un governo che abbia davanti a sé cinque anni, e non un anno e mezzo bene che vada come nel caso dell’esecutivo di Mario Monti”. Come conclude Rotondi, “non cederò alla demagogia di affermare che è una manovra che non favorisce la crescita, per il semplice fatto che non l’avevamo fatto nemmeno noi del centrodestra. Perché la manovra possa favorire la crescita occorre infatti investire risorse di sostegno alle imprese e sgravi fiscali. Tutto questo è incompatibile con il quadro attuale dei conti pubblici, e nelle condizioni date è impossibile chiedere di più”.



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