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MANOVRA MONTI/ Rotondi (Pdl): Alfano ha evitato il peggio, ora dovremo appoggiarla

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Il deputato Pdl, Gianfranco Rotondi  Il deputato Pdl, Gianfranco Rotondi

MANOVRA MONTI – “La manovra Monti ha il pregio di non toccare l’Irpef e la prima casa, ma ha il difetto di limitarsi ad aumentare le tasse senza un disegno armonioso volto a ridurre il debito”. Gianfranco Rotondi, parlamentare del Pdl ed ex ministro per l’Attuazione del programma del governo Berlusconi, commenta così la manovra voluta dall’esecutivo tecnico. Il deputato, interpellato da Ilsussidiario.net, sottolinea che “questa è una manovra che il governo di centrodestra non avrebbe fatto, ma il segretario del Pdl, Angelino Alfano, si è meritevolmente applicato a una riduzione del danno, e grazie alla sua opera abbiamo evitato ulteriori stangate sul ceto medio e sulla famiglia italiana. È quindi doveroso garantire alla manovra Monti il voto compatto del Popolo della Libertà”. Sui passi futuri del centrodestra nelle aule di Camera e Senato, Rotondi ammette di non sapere “come il Pdl si muoverà nei prossimi giorni, questo ovviamente è un tema che riguarda i gruppi parlamentari, ma in linea di massima non mi sembra che ci siano molti margini per una correzione della manovra”.
Ma quali sono i pregi e i difetti della manovra Monti? “Un punto positivo contenuto nella nuova Finanziaria è il fatto che non è stata toccata l’Irpef, né in modo ancora più pesante la prima casa. Un punto negativo è che è una manovra degna degli anni ’70, nel senso che si limita ad aumentare le tasse senza un disegno armonioso volto a ridurre il debito”. Per Rotondi, la sostanziale differenza tra la manovra Monti è quella preparata dall’ex ministro all’Economia, Giulio Tremonti, sta nel fatto che “il Popolo della Libertà aveva scommesso su un’ipotesi diversa e cioè che, senza torturare fiscalmente il Paese, vi sarebbe stata una ripresa cui agganciare anche il risanamento economico dei conti pubblici. Questa scommessa in parte è stata forse un po’ ottimistica, perché le vicende internazionali sono andate in un’altra direzione. Ma va anche detto che vi è stata un’aggressione al nostro Paese e al nostro governo, che ha reso impossibile attendere il tempo necessario affinché la nostra politica economica provocasse degli effetti positivi”.



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