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Politica

SCENARIO/ 2. Emergenza e paura, i soli alleati di Mario Monti

Roberto D'AlimonteRoberto D'Alimonte

È possibile che ci siano queste posizioni trasversali sui singoli capitoli della manovra, ma la sostanza, a mio parere, riguarda soprattutto il capitolo pensioni per il Pd e l'Ici per il Pdl.

C'è però da notare un fatto. Si possono interrogare diversi parlamentari, di differenti partiti. Sono in genere critici su molti aspetti della manovra e anche sull'impianto complessivo. Ci sono critiche rivolte soprattutto al versante della crescita, che non si vede. Però, questi stessi parlamentari, alla fine dicono che approveranno il testo del govereno Monti. Sono tutti concordi nel dire che è urgente.

È questa infatti la grande forza del governo Monti, l'urgenza, la necessità di una manovra che venga bene accolta dall'Europa e soprattutto dai mercati.

Con la presentazione della manovra i mercati hanno risposto bene e lo spread è sceso sotto i quattrocento punti. Chi si azzarda a questo punto a mettere i bastoni tra le ruote a un provvedimento che, di fatto, alcuni risultati li ha già ottenuti?

È un rischio enorme. Ed è questa, ripeto, la grande forza del governo di Mario Monti. Di fatto i due partiti forti hanno un sentiero di manovra molto stretto.

Certamente ci sarà più spazio per le opposizioni: la Lega Nord, l'Italia dei Valori di Di Pietro e quelli che si richiamano a Nichi Vendola. Cambierà qualche cosa negli schieramenti politici a suo parere?

Bisogna seguire, giorno dopo giorno, quello che succede in Parlamento. Occorre vedere quale sarà la posizione di Antonio Di Pietro che, forse, non darà un voto favorevole. Ma a mio parere, per guardare un poco al futuro della politica italiana, la chiave interpretativa è il Pdl. Se resta compatto i cambiamenti saranno lenti. Se il Pdl si spacca ci saranno cambiamenti che riguarderanno tutta la politica italiana.

Lei pensa che il Terzo polo o i centristi di Pier Ferdinando Casini potrebbero ereditare consensi, voti e parlamentari da un'esplosione del Pdl?

No, non credo che sarà Casini a uscire rafforzato da una spaccatura nel Pdl. Penso invece a una figura come Corrado Passera, che rappresenta un centro di cattolici bazoliani, di moderati, di tradizione centrista. A mio parere, se il Pdl va in frantumi è Passera che può aggregare un nuovo centro moderato.

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
07/12/2011 - emergenza e paura (maria schepis)

Si fa un ragionamento politico efficace in un contesto dove emergenza e paura sono determinanti. Già questo é un ricatto psicologico che ci tiene sottomessi,tanto che spesso in questi giorni si sono sentite definizioni di "sospensione della democrazia" "golpe sociale"etc. Le scelte più impopolari sono certamente pensioni e ici,perchè sono quelle che andavano evitate.Le pensioni erano già state "aggiustate",l'aggiunta di un anno lavorativo era più che sufficiente e transeat pure il conteggio contributivo per tutti,ma la deindicizzazione e lo scalone di 6 anni immediato sono una pura vessazione,così come l'ici sulla prima casa ,soprattutto a monte di un basso reddito(effettivamente accertato).C'era dove trovare i soldi:tra i ricchi ,quelli veri, quelli che hanno residenza fiscale a Montecarlo,patrimoni multi milionari in Italia e all'estero .Il nostro governo é costituito da professori illustri e molto ricchi che i sacrifici li possono solo immaginare ma la loro immaginazione non si avvicinerà mai alla realtà.Tutti i signori che stasera sono alla prima della Scala quanto sentiranno la manovra?Io credo nulla perché sono tutti possessori di grossi capitali che pagheranno la benzina esattamente quanto me che guadagno 1800euro al mese,che pensavo di andare in pensione tra due anni e non so quanto potrò farlo.I partiti e i sindacati sono stati e sono vili e cinici.Passera "homo novus"...sarà per questo che non si parla di ici sui beni della chiesa?(sono cattolica praticante)