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SCENARIO/ 2. Emergenza e paura, i soli alleati di Mario Monti

La manovra annunciata dal Presidente del Consiglio, Mario Monti, dovrà passare l'esame del Parlamento. Ma la fiducia non è l'unico enigma. L'analisi di ROBERTO D'ALIMONTE

Roberto D'Alimonte Roberto D'Alimonte

Roberto D'Alimonte, editorialista de Il Sole 24 Ore, è una persona che ragiona con la sua testa, non insegue voci e indicazioni particolari. Ci tiene a dire che non è neppure un “insider”. Ragiona con una testa fine ed è pure originale, in altri termini arriva dove è difficile immaginare e comprendere. Ecco che cosa pensa dei tempi politici di approvazione della manovra del governo di Mario Monti, tenendo presente che siamo alla vigilia del Consiglio europeo, dove si deve decidere, non mettere pezze o tamponi, sul futuro dell'Eurozona, per la sua salvezza e la sua sopravvivenza tra tante contraddizioni ed errori che si sono visti in questi mesi.

Scusi D'Alimonte, si vede che i partiti sono irrequieti dopo la presentazione della manovra varata dal Governo di Mario Monti. Ci sono ripensamenti, inquietudini, mervosismi, dichiarazioni fuori dalle righe. Tutto questo può provocare un ritardo nell'approvazione della manovra, che si prevede arrivi prima di Natale?

Questo non lo so, non posso sbizzarrirmi in fantasie. È chiaro che in questo momento, Monti si trova tra Scilla e Cariddi. In altri termini, se chiede la fiducia la manovra viene approvata brevemente e rapidamente così com'è. Se evita di ricorrere alla fiducia, rischia cambiamenti al testo varato dal suo governo e i tempi si allungano inevitabilmente. Gli è stata posta ieri sera, a “Porta a porta”, la domanda se porrà il voto di fiducia. La risposta è stata parzialmente enigmatica. Monti ha detto: è prematuro. Se si cerca di interpretare una simile risposta, si comprende che non vuole passare attraverso la fiducia su un simile provvedimento, ma d'altra parte sa benissimo che ha tempi stretti.

A suo parere, perché qualche giorno fa, lo stesso Silvio Berlusconi ha suggerito a Monti di porre il voto di fiducia?

Devo dire che quel suggerimento mi ha stupito. Ma probabilmente ritiene che all'interno del suo stesso partito ci sono bocche amare, ripensamenti e qualche impennata.

A suo parere, quale dei due grandi partiti in Parlamento, il Pdl e il Pd, si trova maggiormente in imbarazzo? Quale di questi due partiti ha problematiche interne e incontra dificoltà, non solo in Parlamento, ma anche nel suo elettorato?

Difficile fare una valutazione esatta del disagio. Il Pd ha sicuramente dei problemi al suo interno per varie ragioni, ma la più significativa è il problema che riguarda le pensioni, con il capitolo della deindicizzazione che lascia l'amaro in bocca. Questi sono provvedimenti che hanno una valenza popolare, che incidono su un elettorato popolare.
Non c'è dubbio che nel Pd ci saranno problemi e magari qualche strascico. Ma anche nel Pdl c'è disagio, se solo si pensa alla reintroduzione di una tassa come l'Ici. Anche qui c'è un provvedimento di carattere popolare su cui il Pdl aveva giocato come carta di consenso.

Ci sono anche posizioni trasversali. Qualche sera fa, propria a "Porta a porta", l'ex ministro Renato Brunetta ha dichiarato che non voterà una manovra che prevede la deindicizzazione delle pensioni. Insomma, si è riscoperto un po' socialista.


COMMENTI
07/12/2011 - emergenza e paura (maria schepis)

Si fa un ragionamento politico efficace in un contesto dove emergenza e paura sono determinanti. Già questo é un ricatto psicologico che ci tiene sottomessi,tanto che spesso in questi giorni si sono sentite definizioni di "sospensione della democrazia" "golpe sociale"etc. Le scelte più impopolari sono certamente pensioni e ici,perchè sono quelle che andavano evitate.Le pensioni erano già state "aggiustate",l'aggiunta di un anno lavorativo era più che sufficiente e transeat pure il conteggio contributivo per tutti,ma la deindicizzazione e lo scalone di 6 anni immediato sono una pura vessazione,così come l'ici sulla prima casa ,soprattutto a monte di un basso reddito(effettivamente accertato).C'era dove trovare i soldi:tra i ricchi ,quelli veri, quelli che hanno residenza fiscale a Montecarlo,patrimoni multi milionari in Italia e all'estero .Il nostro governo é costituito da professori illustri e molto ricchi che i sacrifici li possono solo immaginare ma la loro immaginazione non si avvicinerà mai alla realtà.Tutti i signori che stasera sono alla prima della Scala quanto sentiranno la manovra?Io credo nulla perché sono tutti possessori di grossi capitali che pagheranno la benzina esattamente quanto me che guadagno 1800euro al mese,che pensavo di andare in pensione tra due anni e non so quanto potrò farlo.I partiti e i sindacati sono stati e sono vili e cinici.Passera "homo novus"...sarà per questo che non si parla di ici sui beni della chiesa?(sono cattolica praticante)