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J'ACCUSE/ Ostellino: quest'Italia mi ricorda l'Unione Sovietica

Mario Monti (Imagoeconomica) Mario Monti (Imagoeconomica)

No, non concordo. La crisi americana dei subprime, nasce da un errore politico, da una manovra politica: l'eccesso di liquidità della Fed, con un costo del denaro a costo zero per favoirre l'indebitamento e che di fatto lo ha favorito. Alla fine questa scelta ha prodotto per le banche dei crediti inesegibili. Poi le continue iniezioni di liquidità.
È la politica, lo Stato con la classe politica del momento, che è entrata nell'economia e che ha causato un disastro, come è sempre capitato. Questo è servito a dire che è fallita l'economia di mercato e che è fallito il capitalismo. Faccio presente che dal 1848, da quando Marx ha scritto “Il manifesto del partito comunista”, il capitalismo ha affrontato e superato una decina di crisi. Il problema vero è che quando la politica distorce l'economia, il libero mercato, quelli che sono chiamati mercati si ribellano. I mercati sono come il termometro che misura la febbre.

In questo momento sto pensando alla crisi del 1929. Non si può dire che gli interventi di Roosvelt o i suggerimenti keynesiani non siano serviti in alcuni momenti?

Da un punto di vista congiunturale alcuni interventi sono serviti, certamente. Ma dalla crisi del 1929 si è usciti solamente con la Seconda guerra mondiale, cone l'incremento dell'industria bellica. In tutti i casi, io credo che noi stiamo vivendo ancora nel Novecento, con gli interventi statali, con dispute ideologiche che trasformano da un lato il liberismo in ideologia e i correttivi al capitalismo, come il keynesismo, sempre in un'altra ideologia. Ma noi dobbiamo partire da un problema semplice. Il libero mercato non è un'ideologia, ma è semplicemente la realtà. E questa realtà è quella che ha prodotto la maggiore richezza, il maggiore benessere e la più grande libertà nella storia dell'umanità. È da qui che dobbiamo partire, altrimenti scombussoliamo tutto.

A questo punto, direttore, le chiedo un giudizio su questa Europa, riunita in questo momento in un summit carico di incertezza e di pessimismo. Come giudica questa Europa?

La vedo in una situazione che non è molto diversa da quella italiana. L'Europa è nata ed è stata concepita come un disegno razionalista capace di prevedere tutto. È la grande illusione razionalista dell'illuminismo di matrice giacobina, di Rousseau. Al contrario, ad esempio, l'illuminismo scozzese era empirico e scettico. Non pensavano a una razionalità che prevedesse tutto, che fosse consapevole di tutto. L'illuminismo scozzese pensava che la felicità e il benessere nascesse da quello che ciascuno di noi fa, perseguendo il proprio ideale di felicità. E tutti insieme, inconsapevolmente, ripeto e sottolineo inconsapevolmente, concorrono al bene comune.
Il razionalista d'altro tipo invece pretende di conoscere lui il bene comune, si ritiene consapevole e alla fine riesce anche a creare qualche volta, con la pretesa della sua consapevolezza, i lager e i gulag. Sarà un esempio banale, ma è possibile che i burocrati di Bruxelles arrivino a proibire la produzione di alcuni alimenti perché fanno ingrassare le persone? Ma quello sarà o no un mio problema? Alla fine l'illusione razionalista dell'Europa, a mio parere, porta a mio a una riedizione dell'Unione Sovietica in fase soft.

L'invadenza dello Stato sembra instancabile, lo si vede anche in Italia.

Facciamo solo un esempio sulla cosiddetta tracciabilità, che oggi non permette spese superiori ai mille euro. E volevano adirittura abbassarla questa soglia! Che cosa dire di fronte a un fatto simile, ad esempio. Io devo appoggiarmi a una banca per avere il mio stipendio. Bene. Pago i costi che sono stabiliti dalla banca e non posso prelevare più di mille euro. Sul mio stipendio, su quello che è di mia competenza, sul mio denaro! E se faccio un bonifico di mille euro, ne devo pagare tre di commissione. Qualcuno vuole trarre, non dico delle conclusioni, ma qualche dubbio su una simile situazione oppure no?

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
09/12/2011 - Ostellino for president..... (Mauro Bianchessi)

OSTELLINO FOR PRESIDENT.

 
09/12/2011 - Ci vorrebbe una rivoluzione (vincenzo ioculano)

Sto seguendo anche attraverso il Sussidiario una marea di commenti sulla natura della crisi e delle possibili soluzioni.Forse l'unica soluzione possibile estrema è distruggere le cattedrali della finanza, prima che questi distruggano tutto il popolo europeo. Come pure tutti i politici che in nome del popolo anno fatto finta di rappresentare, quando la maggioranza di questo popolo non si sentiva più rappresentata, ora se questo popolo comincerà a prendere coscienza della propria identità e smetterà di puntellare questo sistema ormai marcio, allora si può veramente chiudere un'epoca e tentare una nuova costruzione.

 
09/12/2011 - I "neo bocconiani" (SILVANO MANDELLI)

Anch'io,di primo acchito,avevo trovato esagerato e giustificato come provocatorio il titolo.Purtroppo,leggendo l'articolo,mi sono trovato totalmente d'accordo e preoccupato per questo subdolo attentato alla nostra libertà dove lo stato mi dice non solo quello che non devo,ma addirittura quello che DEVO fare. Una volta c'era lo studio dell'Economia Politica,oggi si preferisce puntare sulla Politica Economica:è vero che l'economia,non quella sana basata sul libero mercato,ma quella statalista per l'appunto sovietica,si è impadronita della politica.

 
09/12/2011 - URSS per davvero ... (Domenico Bova)

Sempre riguardo all'ingerenza dello Stato, è evidente che la strada che verrà perseguita nel prossimo futuro sarà sempre più la morte del liberismo, già ormai agonizzante. Ecco che già oggi, in modo direi alquanto subdolo, lo stato già mi dice: 1.Quanto io persona fisica DEVO avere di reddito 2.Quanto la mia azienda quanto DEVE avere di reddito, perchè sia significativa a livello contributivo per lo Stato. 3.In modo coercitivo quanto DEVO spendere per fare la mia attività, altrimenti devo giustificarmi. 4.Come, addirittura, DEVO spendere il mio denaro. 5.Le detrazioni e le deduzione sono sempre meno, ovviamente concorrendo in tal modo ad incrementare la pressione fiscale in modo diretto e spesso ingiustificato. La scusa dell'evasione fiscale è ormai l'unico motore giustificante qualsiasi azione sull'economia. La parola "vessazione" sarà la prossima star. Possibile che nessuno lo noti ?

 
09/12/2011 - contratto sociale (francesco scifo)

Contrariamente a quanto afferma il dott. Ostellino temo che la prossima manovra aggiuntiva la faranno molto prima di due anni. Vengono in mente le parole di John Locke in merito al fatto che lo Stato esiste per la felicità dei cittadini e non il contrario, come invece sembra affermare questa pletora di Capi di Governo che si inchina ai mercati ed ai voleri della Germania. Non è un caso che solo l'Inghilterra paia aver conservato il senno e la coscienza della sua storia. La concezione marxista dello Stato Orwelliano onnipotente, in effetti, è più vicina di quanto non si pensi nel comportamento dei Governi continetali e nel nostro. Perciò è giusto e per nulla provocatorio, il richiamo allo Stato Sovietico.

 
09/12/2011 - Ostellino ha perfettamente ragione (Fabrizio Terruzzi)

Ostellino ha perfettamente ragione a richiamare l'Unione Sovietica. Faccio un esempio. I principi che sono alla base dello stato democratico non possono essere derogati perchè, nel caso, "io" ritengo producano un'ingiustizia. Il senso di giustizia è personale e questo significherebbe introdurre un profondo criterio di arbitrio nelle fondamenta giuridiche che reggono uno stato democratico ed infatti ciò è tipico di ogni stato totalitario. Nel concreto, capisco perfettamente la voglia di tassare i capitali scudati, peccato che questo contrasti palesemente, per quante contorsioni mentali si possano fare per giustificarlo, con la non retroattività delle leggi fiscali (la stessa sancita anche per le leggi penali). Il fatto che nessuno eccepisca l'aberrazione giuridica di un simile provvedimento e che l'opinione pubblica lo condivida dice molto, a mio giudizio, sull'immaturità democratica degli italiani e dei politici che li rappresentano. Da vergognarsi solo per il fatto che qualcuno l'abbia proposta (niente vieterebbe invece di introdurre una tassa patrimoniale maggiore di quella già prevista sui depositi bancari). Alla stessa stregua si potrebbero tranquillamente rimettere in carcere chi ha goduto anni fa dell'amministia: "Scusate tanto ci abbiamo ripensato". Roba da matti.