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J'ACCUSE/ Ostellino: quest'Italia mi ricorda l'Unione Sovietica

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Mario Monti (Imagoeconomica)  Mario Monti (Imagoeconomica)

Piero Ostellino, un grande direttore del Corriere della Sera, allontanato dalla sedia che fu di Luigi Albertini per manovre di bassa lega. Piero Ostellino, oggi un grande editorialista del Corriere della Sera, che spiega le cose più scomode in questo grigiore di intelligenza e di cultura. Piero Ostellino che, quando è possibile vedere i suoi pezzi, deve ricordare i principi della democrazia liberale a chi si professa liberista, senza averne neppure i “fondamentali”, come si dice in gergo. Lo scenario che dipinge è allarmante, ma realistico.

Che cosa sta accadendo direttore, in una situazione come questa di profonda crisi finanziaria e di manovre che appaiono recessive, deprimenti, cariche di “antibiotici” e di pochissime “vitamine” per la crescita?

Quello che sta accadendo è riassumile con un paragone che io non ritengo azzardato. La crisi finanziaria sta diventando un problema drammatico, come quello che nel 1922 era per l'Italia l'ordine sociale e pubblico. Alla ricerca della stabilità finanziaria si stanno sacrificando le garanzie costituzionali e le libertà della democrazia. Oggi il guaio grosso è che non hai un Antonio Gramsci, non hai un Giovanni Amendola, non hai un Giacomo Matteotti o un Piero Gobetti. A sinistra hai la signora Finocchiaro e al Governo un “sobrio professore” che di queste libertà, osservandolo nei suoi movimenti politici, non sembra tenere alcun conto. Alla fine questo sistema sta diventando una sorta di versione soft del fascismo, in chiave finanziaria e fiscale.

Non c'è proprio nessuno in grado di dare una risposta, di organizzare un'opposizione credibile?

Come è possibile? Guardiamoci in giro. C'è una classe politica irresponsabile, un establishment culturale becero e un'opinione pubblica confusa, frastornata, che chiede soprattutto ordine e giustizia in senso spiccio e vago.

Lei ha giudicato severamente questa manovra del governo di “impegno nazionale” che alla fine verrà approvata a stragrande maggioranza in Parlamento.

La manovra fiscale, così io la chiamo, contiene una nefandezza come quella della deindicizzazione delle pensioni. Cose da Stato pezzente. Ma questa manovra, senza le riforme di struttura necessarie, ci porterà tra due anni nella situazione di oggi. Cioè a fare un'altra manovra di questo tipo. Se non ci sono riforme strutturali, una riduzione della spesa pubblica e della pressione fiscale, com'è possibile concepire una crescita, o la crescita come si continua a dire e sbandierare? Mi pare che qui si debba tornare ai fondamentali dell'economia, bisognerà ristudiare la curva di Laffer per capire che con una simile fiscalità alla fine tutta l'economia si deprime, va incontro inevitabilmente a una recessione.

Scusi direttore, mi tolga una curiosità. Lei è un grande liberale e quindi mi pare il più titolato a rispondere. Giorgio la Malfa, qualche settimana fa, parlando della crisi finanziaria cominciata nel 2008, ha detto che il maggior responsabile è l'eccesso di liberismo tra gli anni Novanta e il Duemila. Concorda con questa analisi?


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COMMENTI
09/12/2011 - Ostellino for president..... (Mauro Bianchessi)

OSTELLINO FOR PRESIDENT.

 
09/12/2011 - Ci vorrebbe una rivoluzione (vincenzo ioculano)

Sto seguendo anche attraverso il Sussidiario una marea di commenti sulla natura della crisi e delle possibili soluzioni.Forse l'unica soluzione possibile estrema è distruggere le cattedrali della finanza, prima che questi distruggano tutto il popolo europeo. Come pure tutti i politici che in nome del popolo anno fatto finta di rappresentare, quando la maggioranza di questo popolo non si sentiva più rappresentata, ora se questo popolo comincerà a prendere coscienza della propria identità e smetterà di puntellare questo sistema ormai marcio, allora si può veramente chiudere un'epoca e tentare una nuova costruzione.

 
09/12/2011 - I "neo bocconiani" (SILVANO MANDELLI)

Anch'io,di primo acchito,avevo trovato esagerato e giustificato come provocatorio il titolo.Purtroppo,leggendo l'articolo,mi sono trovato totalmente d'accordo e preoccupato per questo subdolo attentato alla nostra libertà dove lo stato mi dice non solo quello che non devo,ma addirittura quello che DEVO fare. Una volta c'era lo studio dell'Economia Politica,oggi si preferisce puntare sulla Politica Economica:è vero che l'economia,non quella sana basata sul libero mercato,ma quella statalista per l'appunto sovietica,si è impadronita della politica.

 
09/12/2011 - URSS per davvero ... (Domenico Bova)

Sempre riguardo all'ingerenza dello Stato, è evidente che la strada che verrà perseguita nel prossimo futuro sarà sempre più la morte del liberismo, già ormai agonizzante. Ecco che già oggi, in modo direi alquanto subdolo, lo stato già mi dice: 1.Quanto io persona fisica DEVO avere di reddito 2.Quanto la mia azienda quanto DEVE avere di reddito, perchè sia significativa a livello contributivo per lo Stato. 3.In modo coercitivo quanto DEVO spendere per fare la mia attività, altrimenti devo giustificarmi. 4.Come, addirittura, DEVO spendere il mio denaro. 5.Le detrazioni e le deduzione sono sempre meno, ovviamente concorrendo in tal modo ad incrementare la pressione fiscale in modo diretto e spesso ingiustificato. La scusa dell'evasione fiscale è ormai l'unico motore giustificante qualsiasi azione sull'economia. La parola "vessazione" sarà la prossima star. Possibile che nessuno lo noti ?

 
09/12/2011 - contratto sociale (francesco scifo)

Contrariamente a quanto afferma il dott. Ostellino temo che la prossima manovra aggiuntiva la faranno molto prima di due anni. Vengono in mente le parole di John Locke in merito al fatto che lo Stato esiste per la felicità dei cittadini e non il contrario, come invece sembra affermare questa pletora di Capi di Governo che si inchina ai mercati ed ai voleri della Germania. Non è un caso che solo l'Inghilterra paia aver conservato il senno e la coscienza della sua storia. La concezione marxista dello Stato Orwelliano onnipotente, in effetti, è più vicina di quanto non si pensi nel comportamento dei Governi continetali e nel nostro. Perciò è giusto e per nulla provocatorio, il richiamo allo Stato Sovietico.

 
09/12/2011 - Ostellino ha perfettamente ragione (Fabrizio Terruzzi)

Ostellino ha perfettamente ragione a richiamare l'Unione Sovietica. Faccio un esempio. I principi che sono alla base dello stato democratico non possono essere derogati perchè, nel caso, "io" ritengo producano un'ingiustizia. Il senso di giustizia è personale e questo significherebbe introdurre un profondo criterio di arbitrio nelle fondamenta giuridiche che reggono uno stato democratico ed infatti ciò è tipico di ogni stato totalitario. Nel concreto, capisco perfettamente la voglia di tassare i capitali scudati, peccato che questo contrasti palesemente, per quante contorsioni mentali si possano fare per giustificarlo, con la non retroattività delle leggi fiscali (la stessa sancita anche per le leggi penali). Il fatto che nessuno eccepisca l'aberrazione giuridica di un simile provvedimento e che l'opinione pubblica lo condivida dice molto, a mio giudizio, sull'immaturità democratica degli italiani e dei politici che li rappresentano. Da vergognarsi solo per il fatto che qualcuno l'abbia proposta (niente vieterebbe invece di introdurre una tassa patrimoniale maggiore di quella già prevista sui depositi bancari). Alla stessa stregua si potrebbero tranquillamente rimettere in carcere chi ha goduto anni fa dell'amministia: "Scusate tanto ci abbiamo ripensato". Roba da matti.