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CASO RUBY/ Silvio Berlusconi rischierebbe fino a 54 anni di carcere per cinque processi

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Kharima el Marhoug, in arte Ruby  Kharima el Marhoug, in arte Ruby

CONCUSSIONE AGGRAVATA - La 38 del 2006 è una legge bipartisan, voluta quindi anche da Forza Italia, che al tempo della sua approvazione erano al governo. In particolare, l'articolo in questione fu rivendicato durante la discussione parlamentare, il 3 maggio 2005, dall'allora ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo. Ma per la vicenda della giovane Kharima el Marhoug, in arte Ruby Rubacuori, Berlusconi rischia anche un processo per concussione aggravata, definito dall’articolo 317 del Codice penale: «Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità e dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni».


INDUZIONE O COSTRIZIONE? - E per quanto l’applicazione della leggere possa apparire forzata ad alcuni esperti, per i magistrati Berlusconi si sarebbe macchiato di concussione telefonando alla Questura di Milano il 27 maggio scorso per convincere la polizia a liberare Ruby prima che fosse conclusa la procedura di identificazione e affidarla immediatamente a Nicole Minetti. Come sottolinea L’Espresso, «la concussione contestata sarebbe "per induzione" e non "per costrizione": Berlusconi non avrebbe ordinato formalmente di rilasciare la minore e di affidarla alla Minetti ma avrebbe fatto leva sul proprio ruolo e sulla propria qualità di Presidente del consiglio per influenzare indebitamente le forze dell'ordine».
 



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