BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ 3. Berlusconi, Ruby, e le tre incognite di Bossi

Pubblicazione:giovedì 10 febbraio 2011

Silvio Berlusconi (Foto: Ansa) Silvio Berlusconi (Foto: Ansa)

 

Terzo. C’è infine l’insidia più ostica perché cresce nell’ombra di un partito per un lungo tratto plebiscitario e leninista: la guerra interna al movimento e la prepotente ascesa di Roberto Maroni, sostanziata dal recente, doppio intervento sul Corriere della Sera. Il succo del maronipensiero è lampante: rompe il tabù di un centrodestra possibile anche senza il suo fondatore, denuncia l’antiberlusconismo dell’opposizione ma insieme apre ad una collaborazione quasi costituente, non fustiga l’invasione di campo della magistratura, disco rotto di questi ultimi mesi in casa Pdl. Insomma quasi un manifesto di governo prossimo venturo.

 

Spingendosi addirittura nella terra incognita tremontiana suggerendo revisioni del patto di stabilità per abbracciare i sindaci delusi dai tagli lineari del Tesoro, dando fiato a chi, dentro al Carroccio, non si fida fino in fondo dell’amico Giulio. La cosa colpisce perché è la prima volta che Maroni esce così allo scoperto, forte del suo gradimento “nazionale”. E questo dice molto della guerra interna al Carroccio tra generali ambiziosi, in attesa del dopo Bossi, e del nuovo protagonismo istituzionale dell’inquilino del Viminale che punta in futuro alla premiership in alternativa al tandem Tremonti-Calderoli, forte dell’asse con il Colle e il partito degli enti locali.

 

Lo stesso battibecco con il ministro della semplificazione, l’altro giorno non è stato un gioco delle parti orchestrato da Bossi. Il Senatur non controlla più ogni mossa interna. Per questo il suo interesse è di gestire finchè possibile lo status quo, abbracciandosi stretto a Silvio. Un’eventuale rottura aprirebbe una stagione inedita. Forse troppo, anche per un camaleonte come il vecchio Umberto...



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.