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LA PROPOSTA/ Violante: archiviamo Ruby e facciamo le riforme insieme

Luciano Violante (Imagoeconomica) Luciano Violante (Imagoeconomica)


Se il premier avesse commesso in privato atti incompatibili con la sua funzione pubblica, non potrebbe certo accusare l’opposizione per essere stato scoperto. Detto questo, non è un caso che Bersani stia continuando a ripetere che il Pd vuole occuparsi soltanto dell’Italia e che egli sia l’unico leader che non si è occupato della vicenda di Arcore. Bersani viene da una scuola per cui un conto è la politica e un conto sono le inchieste giudiziarie.  

E come si potrà tornare alla politica?


Se vogliamo chiudere questa fase, a mio avviso c’è un solo modo: trovare un’intesa tra maggioranza e opposizione per realizzare le riforme che consentano al paese di modernizzarsi e a sbarazzarsi di questa indegna legge elettorale. Dopodiché si potrà tornare a votare. Sono convinto che se non si realizza un’intesa per riformare ciò che non funziona nelle istituzioni e ridare slancio all’economia, le elezioni rischiano di non risolvere nulla. Potrebbe anche vincere il centrosinistra, ma ci ritroveremmo comunque al punto di partenza. Mi sembra però difficile aprire questa fase con l’on. Berlusconi a Palazzo Chigi.

A quali riforme si riferisce?


Da anni ormai esiste un pacchetto di riforme su cui c’è una larghissima maggioranza: revisione del sistema bicamerale, Senato federale, riduzione del numero dei parlamentari, rafforzamento del ruolo del Presidente del Consiglio e del governo. Se siamo tutti d’accordo perché queste riforme sono ancora ferme? La stragrande maggioranza degli italiani vuole che sia restituito ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Dov'è finito il rispetto per la volontà dei cittadini? Dov'è finito l’entusiasmo per la “legislatura costituente” di cui tutti parlarono dopo le elezioni del 2008? Il sistema sta declinando per la mancanza di queste riforme. Dobbiamo rendercene conto.

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COMMENTI
14/02/2011 - secolo dopo secolo... (luisella martin)

Dal secolo del parlamento (XIX), al secolo della politica (XX), al secolo dell'opinione pubblica. L'onorevole Violante, solo pochi anni dopo il tempo in cui"Tutto é politica"vorrebbe profetizzare che il futuro dei nostri figli sarà, in questo secolo,in mano all'opinione pubblica. Un futuro molto incerto!! Al contrario io penso che la lezione che ci viene dalla storia degli ultimi due secoli (ma forse da tutti i secoli che precedono questo), ci porti a concludere che, prima del giudizio sugli "altri"(gli eretici,le donne,la forma del viso dei delinquenti,gli ebrei,gli omosessuali,i fascisti,i comunisti,i mussulmani,i pedofili,le prostitute...fino ad arrivare agli incontri conviviali a casa Berlusconi) sarebbe opportuno che ognuno di noi guardasse dentro sé stesso,nel suo passato e nell'oggi per decidere il proprio futuro. E' un'operazione lecita, non possono intercettarci i procuratori zelanti! Per riuscire a colpire i Valdesi,i papi dell'epoca introdussero una norma nuova nel diritto. Scrissero che si poteva procedere contro qualcuno anche senza testimoni. Oggi, per riuscire a colpire Berlusconi,persino l'onorevole Violante(persona illustre) é disposto a cambiare le regole, offrendo aiuto per le riforme,consigli per la legge elettorale, in cambio di un passo indietro di Berlusconi.La parte peggiore del paese (quella migliore a detta dell'onorevole Bersani era in piazza)di cui faccio parte non lo dimenticherebbe mai.

 
14/02/2011 - nemo propheta in patria (Daniele Scrignaro)

Nemo propheta acceptus est in patria sua «nessun profeta è gradito in patria» sono parole già citate nel Vangelo di Luca (4, 24) e similmente presenti negli altri tre: questo per dire che non c'è da stupirsi quando proposte di bene comune scivolano via inosservate. Se "quello che stiamo vivendo è il secolo dell’opinione pubblica", perché (anche per far vedere - e obbligare i tg e i quotidiani a far vedere - che l'anima degli italiani è ben altro delle smargiassate di piazza di questi tempi) non una manifestazione inter partes per spingere a "trovare un’intesa tra maggioranza e opposizione per realizzare le riforme che consentano al paese di modernizzarsi e a sbarazzarsi di questa indegna legge elettorale"? O - almeno - una petizione, anche solo on-line, che con oltre due milioni di contatti, sarebbe già dirompente? Come la "Bella Gigogin" (http://it.wikipedia.org/wiki/La_bella_Gigogin).