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Politica

CASO RUBY/ Ecco cosa succede adesso dopo il rinvio a giudizio di Berlusconi

Ruby, Silvio Berlusconi e Sara TommasiRuby, Silvio Berlusconi e Sara Tommasi

LEGITTIMO IMPEDIMENTO - Per esempio la prima udienza del processo potrebbe slittare se i difensori di Berlusconi facessero valere il legittimo impedimento, magari in occasione della convocazione di un Consiglio dei ministri. Dopo la recente sentenza della Corte costituzionale ora l'impedimento del presidente del Consiglio a comparire in tribunale va valutato nel concreto dai magistrati, ma comunque questo escamotage potrebbe essere tentato nelle varie udienze. Nella fase iniziale, prima dell'inizio del dibattimento, gli avvocati potrebbero inoltre sollevare le eccezioni sulla competenza del tribunale di Milano a giudicarlo. Affermando come hanno già fatto che l'unico foro legittimo è il tribunale dei ministri per quanto riguarda la concussione aggravata, e il tribunale di Monza per il reato di prostituzione minorile. Il rischio è il conflitto di attribuzioni, dopo che la Camera dei deputati ha già escluso la competenza della Procura di Milano.


BERLUSCONI RISCHIA 15 ANNI - Nel corso del processo sul caso Ruby, Berlusconi dovrà rispondere di due accuse: concussione aggravata e prostituzione minorile. E non, come si dice spesso, sfruttamento della prostituzione, in quanto il premier non ha mai tratto benefici economici da eventuali prestazioni sessuali ancora da dimostrare. La concussione, cioè l’abuso del suo ruolo di presidente del Consiglio per chiedere il rilascio di Ruby dopo il suo arresto avvenuto il 27 maggio scorso, prevede una pena da quattro a 12 anni. Per i presunti rapporti sessuali con Ruby, qualora non riuscisse a dimostrare che non sapeva che era minorenne, il premier rischia tra sei mesi e tre anni. Nell’ipotesi, di per sé molto improbabile, che sia condannato al massimo della pena, sarebbe costretto a restare in carcere per 15 anni.