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CASO RUBY/ Ecco cosa succede adesso dopo il rinvio a giudizio di Berlusconi

Pubblicazione:martedì 15 febbraio 2011

Ruby, Silvio Berlusconi e Sara Tommasi Ruby, Silvio Berlusconi e Sara Tommasi

LA STRATEGIA DI GHEDINI - Da un punto di vista strettamente penale invece, la strategia degli avvocati del premier si baserà su quattro punti. Come scrive il Corriere della Sera i primi due contestano l’esistenza stessa dei reati. Secondo i legali la concussione non si è mai verificata, perché è stato lo stesso capo di gabinetto della questura di Milano, Pietro Ostuni, a dichiarare di aver ricevuto una sola chiamata da parte del premier: si sarebbe trattato di una banale richiesta di informazioni sulla posizione di Ruby, senza nessuna costrizione o minaccia. Nemmeno l'aver frequentato prostitute minorenni, per Niccolò Ghedini e Piero Longo, sarebbe verosimile. In tutte le interviste rilasciate, Kharima el Marhoug ha sempre affermato di non avere avuto rapporti sessuali con Berlusconi, né tantomeno di essere stata pagata. Gli altri due punti della strategia difensiva riguardano invece la legittimità del comportamento della Procura milanese.


TESTIMONI DENUDATE - Secondo i legali, i pm avrebbero usurpato una competenza che non hanno: avrebbero infatti dovuto mandare gli atti di indagine entro 15 giorni al tribunale dei ministri, così come hanno fatto a suo tempo le Procure di Napoli, Trani e Roma. Trattenendo il dossier, i magistrati avrebbero posto in essere delle perquisizioni illegittime, e lo stesso varrebbe anche per la richiesta di interrogare il presidente Berlusconi. Infine per gli avvocati durante le perquisizioni sarebbero stati usati metodi scorretti nei confronti di alcune testimoni. In particolare in occasione dei controlli nel residence di via Olgettina a Milano sarebbero state fatte delle irruzioni negli appartamenti delle ragazze alle 7 del mattino. Le inquiline sarebbero state costrette a spogliarsi per essere perquisite, fotografando con precisione maniacale il guardaroba e la loro biancheria intima. Alcune delle giovani – sempre secondo i difensori - sarebbero state portate in banca per aprire e verificare i contenuti delle loro cassette di sicurezza.
 

(Pietro Vernizzi)



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