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SCENARIO/ 2. Formigoni: Silvio, difenditi da Ruby e facciamo il Ppe insieme

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Roberto Formigoni (Imagoeconomica)  Roberto Formigoni (Imagoeconomica)

È un obbligo e un dovere. È necessario che le persone dall’una o dall’altra parte della barricata tornino a confrontarsi su proposte, anche alternative, ma pensate per trovare una soluzione ai problemi del Paese. Ho apprezzato, ad esempio, l’intervento di Luciano Violante sul vostro giornale. Sono infatti convinto che il governo debba andare avanti a realizzare il programma che ha presentato agli elettori e il quadro complessivo di riforme che ha in mente, laddove però è possibile è giusto cercare un accordo almeno con una parte dell’opposizione. Anche riguardo al federalismo, di cui abbiamo assolutamente bisogno, mi auguro che torni a prevalere il contenuto sulle ragioni di schieramento che hanno inficiato l’ultimo voto.

Ma se dovesse dare un consiglio al premier su come affrontare uno dei momenti più difficili della sua carriera politica, cosa gli direbbe?

Gliene darei due, anche se non ne ha bisogno. Primo: riprenda ad andare a cento all’ora sulle riforme. È il Presidente del Consiglio legittimamente in carica e ha il consenso del Parlamento e del Paese. Il secondo è quello di trovare il modo e il momento, e sono sicuro che lo farà, per dire la sua in maniera organica e completa su questa valanga di accuse che gli è stata riversata addosso. Ho avuto modo di incontrarlo e so che queste sono le intenzioni che ha lui stesso.

In questa fase di difficoltà del premier secondo lei c’è il rischio di un eccessivo sospetto nei confronti di chi, all’interno della maggioranza, ha un proprio consenso personale?

Sarebbe l’atteggiamento più sbagliato, in questo momento di difficoltà c’è bisogno del contributo di tutti. Certo, bisogna evitare che vengano messi in campo i propri personalismi. Chi di noi ha un contributo da dare deve giocarlo per il bene del Paese e dei nostri ideali, ma deve essere guardato con positività. D’altra parte il Pdl è un partito liberale, democratico e pluralista e deve puntare ad allargarsi, non a restringersi. Il mio è un invito a collaborazione e ad allargare il consenso, non certo a realizzare solipsismi che non interessano a nessuno.

La sua proposta di realizzare la “sezione italiana del Ppe” è ancora valida?
 


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COMMENTI
20/02/2011 - Bene comune (LUISA TAVECCHIA)

in un Partito oltre al Gruppo dirigente esistono i militanti che non vanno confusi con i volontari. Perché? perché l'appartenenza al partito coinvolge il concetto di Potere (gestione della cosa pubblica) mentre il volontariato consiste in una attività a carattere sociale, morale umanitaria senza finalità di potere e di lucro.. Quindi la possibilità di vivere la militanza deve essere sorretta da motivazioni non necessariamente umanitarie, ma: sostenere interessi di carattere generale (perseguire obiettivi che riguardano la collettività quindi mettersi al servizio o - se se ne hanno le qualità - ottenere degli incarichi anche remunerati (assessorati, Presidente consiglio comunale, essere coinvolti nella amm.ne della res pubblica) Se c'è il proverbio del tutto inaccettabile ''mal comune mezzo gaudio'' il male rimane e va curato. La cura del male è fare una disanima degli errori. grazie. luisa

 
20/02/2011 - Manca un ideale. ( Cesare Suman ) (Cesare Suman)

Mi piacerebbe che tra gli ideali-obiettivo del Ppe ci fosse anche una più equa distribuzione della ricchezza.

 
19/02/2011 - Un dubbio (Diego Perna)

Ho un dubbio da qualche tempo, cioè che ogni cosa si possa dire sulla politica attuale, sia immediatamente strumentalizzata. Se affermo che non è condivisibile il comportamento di B., sono allora moralista e puritano, o bugiardo, sono non vere le cose di cui è accusato. Avere una propria opinione è impossibile, bisogna schierarsi necessariamente da un lato o dall'altro. Oggi,le cose urgentissime sono la giustizia e ciò che prima di tutto interessa il Presidente del consiglio e la maggioranza, o almeno così si legge guardando la concatenazione degli eventi. Secondo me il problema morale esiste, così che penso che la politica sia talmente immorale da non accorgersene nemmeno, infatti i sondaggi recenti prevedono un 40% di astensioni o indecisi ad un eventuale voto. Che la sinistra porti avanti valori contrari alla vita non lo condivido, ma Casini, almeno sin'ora non fa festini sino a tarda notte e non racconta barzellette fuori luogo, e nemmeno Formigoni( forse perché non sono ancora premier, o non hanno troppe televisioni, nè 74 anni) .Io se dico una cavolata, i miei amici me lo dicono, se prendo una multa, che anche ritengo ingiusta, mancando i posteggi o perchè dimentico di aggiornare la scheda parcheggio la pago, così come le sanzioni se ritardo un versamento irpef per mancanza di soldi... perchè a chi ha potere e ricchezza , tutto è concesso ? E' questo , ciò che appare ai comuni mortali e non si può non tenerne conto, anche se tutto a qualcuno,sembra andare bene.B.Sera

 
18/02/2011 - vogliamo un futuro di libertà (Achille Cilea)

VOGLIAMO UN FUTURO DI LIBERTA’ “La gloria di Dio è l’uomo vivente” (tema del’intervento di don Julian Carron alla VI Conferenza Teologica Internazionale di Mosca dello scorso novembre) e Cristo è venuto e viene tra noi perchè l’uomo viva . “ Perchè l’uomo viva bene” è il compito della politica (e dei cattolici impegnati) ma in Italia il ruolo dei cattolici è spesso rimasto in bilico tra subordinazione e protagonismo ed in questo momento il bipolarismo tende all’assorbimento da destra e sinistra del “centro di ispirazione cattolica”,portatore di una (forse l’unica) concezione moderata della politica. In coerenza con la storia di costruzione sociale, di presenza e di impegno dei cattolici nell’arco del secolo scorso,fa bene il Presidente Formigoni a suggerire a tutti una comune militanza nel PPE (sezione Italia ?) . La conseguenza sarebbe la costruzione ,dato il sistema bipolare ormai realizzato,di un centro schierato che sia alternativo alla sinistra . Dalla sinistra ci dividono infatti sia la concezione della persona sia il modo di concepire la famiglia,sia la concezione del bene-essere auspicabile per l’uomo che in questo frangente storico aspira a vedere riconosciuta in pieno la sua dignità. Dalla sinistra ci dividono infine la concezione del lavoro,strumento di autorealizzazione della persona e modo di partecipare quotidianamente, da parte di tutti, alla creazione;la concezione della cultura,patrimonio di tutti,che si rinnova e si rigenera nella libertà

 
18/02/2011 - Bene l'idea della sezione italiana del PPE (Paolo Scotti)

Sono pienamente d'accordo con Roberto Formigoni, i valori fondanti del PPE rappresentano ampiamente la destra democratica italiana, si devono solo premiare nel partito i soggetti che favoriscono le aggregazioni, grazie all'introduzione delle preferenze nel sistema elettorale, per dare una base stabile al partito. L'immagine e la bella presenza non sono un male, ognuno di noi gradisce rapportarsi con persone eleganti e curate, l'importante è che dietro l'immagine ci sia un'idealità umanista e una progettualità politica che sia attenta al bene comune.

 
18/02/2011 - più contenuti e meno look, please (Antonio Servadio)

sottoscrivo al 200% quanto ha esposto la lettrice qua sotto. Che la comunicazione, con tutte le sue ramificazioni più o meno annesse (look, retorica e dialettica incluse), sia più importante del resto è un gravissimo errore, un errore di prospettiva che serve solo a perpetuare e mantenere il potere, mentre il paese resta indietro.

 
18/02/2011 - Anche le ballerine sono italiane (luisella martin)

Credo nella passione politica di Formigoni.Penso che tanti,non tutti,nel PDL siano animati da sincera passione politica e non da ambizione. C'é bisogno di molti,forse di tutti...Non basta solo un leader,oggi non basta più! Penso anche che il problema politico dell'opposizione sia simile, anche se loro dovranno spogliarsi, oltre che dell'ambizione, anche dell'ipocrisia giustizialista. Alle prossime elezioni spero che a vincere sarà il contenuto,non la facciata.Internet ha cambiato il modo di comunicare,ma l'attore, il cantante,il poeta,la ballerina ci aiuteranno sempre a ricordare ciò che ci accomuna prima della politica:l'umanità!

 
18/02/2011 - Gli deali hanno bisogno di corpo e cervello (PAOLA CORRADI)

Gli ideali hanno bisogno anche di un corpo che li sostenga, non vorrei essere moralista, ma vedo troppi attori, maschere, tacchi a spillo, volti rifatti, labbra gonfiate. Credo che la politica sia di più, più cuore, più sostanza, più fede, lo spettacolo che viene dato è francamento tutt'altro, non è credibile quindi neppure il messaggio. Pregherei quindi di recuperare dei volti credibili cercando il più possibile di rendere la politica meno cinematografica. Questo dipende dai leader cosi' come chiedere un minimo di credenziali alle nuove leve pena una caduta di credibilità. Infine è possibile mai che i politici sono tutti avvocati? Poi per forza che mancano le idee e la forza innovativa, gli avvocati sono bravissimi per carità ma la loro forza è la dialettica non l'ingegneria.