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LETTERA/ Viaggio nel Nord-est tra i mal di pancia di una Lega "a pezzi"

Pubblicazione:mercoledì 2 febbraio 2011

I ministri Calderoli e Maroni (Imagoeconomica) I ministri Calderoli e Maroni (Imagoeconomica)

Che tempo che fa nella Lega, versante veneto… Adesso che nelle terre di San Marco è diventato di gran lunga il primo partito, il Carroccio sconta l’inevitabile crisi da crescita con una serie di botti che in qualche caso arrivano ai rombi di tuono: come la voce che il potente sindaco di Verona Flavio Tosi sarebbe addirittura in uscita dal movimento per approdare sui lidi del Pdl, traghettatovi da Maurizio Sacconi.

Scenario smentito a stretto giro di posta dall’interessato, con tanto di querela. E che appare francamente fantascientifico, o più probabilmente messo in circolo ad arte da qualcuno che vuole sabotare l’irresistibile ascesa del personaggio. Tosi è troppo esperto e accorto per ignorare che ogni strappo con la casa-madre è stato fin qui pesantemente pagato da chiunque l’abbia fatto con la scomparsa sostanziale dalla scena politica: a cominciare da un altro veronese come lui, Fabrizio Comencini, che a fine anni Novanta uscì dalla Lega con sette consiglieri regionali su otto, eppure finì per dissolversi. Ma se si mette assieme la presunta bufala su Tosi con una serie di altri sussulti recenti, si possono comunque cogliere fermenti tutt’altro che marginali.

C’è un epicentro vicino per capirli, che sta in Veneto; e uno più lontano, che sta in Lombardia. La filiale veneta del Carroccio ha iniziato i congressi provinciali, in vista di quello regionale: dove potrebbe anche concludersi la lunga guida (tredici anni) di Giampaolo Gobbo, uomo di assoluta fiducia di Bossi (il quale lo chiama “il mio imam in Veneto”).

Gobbo appartiene alla prima generazione leghista, e ha il merito di aver tenuto botta quando tutto sembrava sfasciarsi, per condurre il partito alla guida della Regione con il sorpasso sul Pdl, facendo crescere una  nidiata di giovani di sicuro avvenire. Due, soprattutto: Tosi appunto, che alle regionali 2005 ottenne 28mila preferenze, e che ha stravinto le comunali di Verona; e Luca Zaia, trevigiano come Gobbo, diventato governatore.


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