BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Forte: ecco perché la "pace" di Berlusconi non è caduta nel vuoto

Pubblicazione:mercoledì 2 febbraio 2011

Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica) Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

Si sapeva già lunedì che il segretario del Pd non avrebbe accolto l'invito di Silvio Berlusconi a lavorare insieme a un “grande piano bipartisan per la crescita dell'economia italiana”, e ieri la risposta di Pierluigi Bersani ha reso chiaro a tutti le ragioni del suo no: la proposta è arrivata fuori tempo massimo e “il presidente del Consiglio non è in condizione di aprire una fase nuova: ne è anzi l'impedimento”. Dunque, un buco nell'acqua per il Premier? Non la pensa così Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze, secondo cui «non era l'opposizione il vero interlocutore di Berlusconi, ma le parti sociali e quello che potremmo definire il centro».

 

Può spiegare meglio Professore?

 

Il messaggio di Berlusconi al centrosinistra era una sorta di test per chiedere: “Volete o no il dialogo?”. Il Pd avrebbe anche potuto starci, se non fosse che non è più un vero partito della sinistra collegato alle masse popolari: è eterodiretto da intellettuali e da gruppi di interesse economico. Gli organismi sindacali, invece, sono anni che parlano di “Patto per la crescita”. In sostanza, si dicono disponibili ad aumentare produttività e flessibilità, purché vi sia un ugual cambiamento nell’economia pubblica. Finalmente a Berlusconi è venuto in mente di lanciare questo messaggio pubblico, che riprende le richieste delle parti sociali.

 

E leggendo le dichiarazioni di Bonanni e Marcegaglia sembra che il Cavaliere sia riuscito nel suo intento.

 

Sì. Possiamo dire che lo scopo era anche quello di “parlare a suocera perché nuora intenda”. Bersani ha parlato di “tempo scaduto” riguardo l'invito di Berlusconi, ma il fatto è che nel Pd non sanno proporre nulla, se non la patrimoniale. Tuttavia, se il messaggio di Berlusconi a sinistra crea dei problemi e dei rischi per la stessa sinistra, per il centro rappresenta una sfida, una domanda: “Volete unirvi al centrodestra per fare questa politica o preferite un'alternativa di sinistra?”.

 

Perché allora Berlusconi nella sua lettera ha citato solo Bersani, “ignorando” invece il centro?


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
03/02/2011 - Veniamo dalla montagna del sapone? (Alessandro Colzi)

Articolo 41, ripresa della crescita... mi sembra che si parli di aria fritta, sono gli stessi concetti già espressi più volte dal '94 ad oggi: perchè stavolta dovremmo aspettarci dei risultati diversi?

 
02/02/2011 - Pace e bene. (claudia mazzola)

Il cardinale Bagnasco, ha detto che «dalla situazione politica presente nessuno ricaverà motivo per rallegrarsi né per ritenersi vincitore». E' proprio vero anche per Brlusconi, comunque io da cristiana lo sopporto ancora perchè so che tanto ha dato di sè a chi ne ha bisogno ed al nostro paese. Lo scandalo dei nostri giorni è come la menzogna lavora di brutto nascondendo ai nostri occhi il buono che c'è. Forza e coraggio, piantatela lì di vedere il ricco opulento come un nemico, a collaborare si può trovarne un amico.

 
02/02/2011 - et et.... (attilio sangiani)

Concordo con il prof.Forte,del quale ho a lungo utilizzato i testi di Economia Politica,chiari,informati e didatticamente validi. Però non vedo contrasti tra "federalismo" e "patto per la crescita". Del resto anche il prof.Forte lo ammette,laddove esclude che i Decreti Legislativi di attuazione del federalismo siano a rischio. Quindi : unum facere,et aliud non amittere",oppure : Et Et. Prosaicamente: fare l'uno e l'altro contemporaneamente. Credo che la realizzazione di una tappa importante del federalismo,quella relativa ai Comuni,stralciabile dal rimanente senza danno,sarebbe un forte segnale di serietà nell'uso del denaro pubblico,utile anche alla crescita.... Chiederei anche al prof.Forte dove era quando Governi di sinistra,negli anni '90,hanno scaraventato l'Italia in una globalizzazione selvaggia,senza alcuna valida difesa dal dumping delle valute,dal dumping della pressione fiscale sui costi dei prodotti,e pure dalla falsificazioni di marche,contrassegni CE,ecc.