BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Ecco perchè lo "scatto" sulla giustizia impantana ancora il governo

Pubblicazione:lunedì 21 febbraio 2011

Il ministro della giustizia Angelino Alfano (Imagoeconomica) Il ministro della giustizia Angelino Alfano (Imagoeconomica)

La politica è esclusa dalla scena pubblica dove, ormai,  sovrasta il tutti contro  tutti: dallo scranno del presidente della Camera piovono accuse  su Berlusconi di corruttore, lo scontro tra il premier e la magistratura si acuisce di giorno in giorno, il caso Ruby ha invaso gli spazi di azione residui e il processo incombente toglie fiato alle migliori intenzioni. Sullo sfondo, proposte roboanti di rilancio dell’economia, annunci di riforme e la messa in cantiere di un Ddl sulla giustizia che risulta, dato il contesto, uno schiaffo ai giudici. Lo scenario è infuocato. Ma nulla si muove. Un paradosso, uno «stallo di lungo periodo» in cui, secondo Paolo Franchi, non rimane che ricorrere alla urne anticipate.

Fini attacca Berlusconi: meglio non mettersi contro il suo «potere finanziario e mediatico». L’accusa è di essersi comprato dei parlamentari. Cosa ne pensa del fatto che la terza carica dello Stato esterni in tal modo le sue “considerazioni” sulla quarta?

Siamo di fronte a un inedito assoluto nella seconda e nella prima Repubblica; non si è mai visto una maggioranza rimpolparsi in maniera così “curiosa”. La questione posta da Fini può porla chiunque. L’inaudita disparità di mezzi, che segna la lotta politica, è sotto gli occhi di tutti. Detto ciò, è ancora più inedito un giudizio del genere sul presunto compratore, ma anche sui presunti comprati. Che, tra l’altro, fino a prova contraria, sono membri di quella Camera di cui Fini è presidente. Il fatto che Fini non abbia alcuna intenzione di dimettersi acuisce quello scontro tra le istituzioni e la politica di cui aveva parlato nella sua famosa nota il presidente della Repubblica. Scontro che mina la possibilità che la legislatura continui.

È in cantiere la riforma della giustizia. La relazione del ministro Alfano sulla bozza è stata approvata all’unanimità dal Cdm. Dato il clima politico, può essere intesa come una ritorsione contro la magistratura?


Sicuramente così la interpreta larga parte dei magistrati. Penso che il problema della riforma della giustizia esista, che la separazione delle carriere non sia da considerarsi peccato, né lo sia una forma di responsabilità civile più significativa di quella attuale. Tuttavia, essendo una di quelle riforme che dà il segno all’attività di un governo, di norma si mette in agenda all’inizio di legislatura. Non basta la giustificazione secondo cui in precedenza era Fini a impedirne la calendarizzazione.

Nella riforma, però, non ci sono elementi in evidente connessione con il processo del 6 aprile. Cos’ha da guadagnarci Berlusconi, quindi?  


  PAG. SUCC. >