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WIKILEAKS/ Caro Berlusconi, l'incapacità degli Usa è più pericolosa dei pm...

Pubblicazione:lunedì 21 febbraio 2011

Franco Frattini e Silvio Berlusconi in conferenza stampa (Imagoeconomica) Franco Frattini e Silvio Berlusconi in conferenza stampa (Imagoeconomica)

I cables di Wikileaks sono un po’ come la frutta ai mercati generali. Ce ne è di ogni colore, di qualsiasi gusto, per tutti i palati. Basta solo pescare nel cesto e uno troverà quello che vorrà. Anche se non tutti i cesti sono esposti al pubblico.

Da un paio di mesi quelle note riservate delle ambasciate americane in giro per il mondo rubate da qualche hacker e diffuse con sapiente regia da Julian Assange spuntano qua e là sulla stampa per essere usate alla bisogna. Nei primi giorni sembrava dovesse venire giù il mondo per quelle rivelazioni, ma ben presto si è compreso come la montagna avesse partorito il topolino. Da dicembre ad oggi davvero sono venuti giù paesi interi. Ma non per la forza d’urto di Assange, come per altro era prevedibile. Perché è naturale che in messaggi riservati della diplomazia ci sia un linguaggio assai meno curiale di quello cui normalmente si è abituati. Meno naturale che oltre il linguaggio in quei “cables” cambi anche il giudizio su questo o quel governante di più di un paese rispetto alle decisioni di politica estera ufficiali.

Ho letto tutti i rapporti riservati sull’Italia che ancora una volta si sono trasformati in un’arma impugnata per la battaglia politica interna e devo dire che se anche per quei dispacci vale la regola dei mercati generali (si trova ogni frutto, dolce e amaro) per cui si leggono giudizi caustici su un governo e pochi mesi dopo ad opera delle stesse mani vengono firmate valutazioni diametralmente opposte, in generale mi sono sembrati ingenerosi e soprattutto inappropriati.
 
Bisogna premettere che tutti o quasi i rapporti di Wikileaks sull’Italia riguardano il governo Berlusconi nelle sue varie edizioni, e curiosamente trascurano altri esecutivi che si sono succeduti nel tempo (quelli di Romano Prodi e perfino quello di Massimo D’Alema, il primo ex comunista a guidare un esecutivo in Italia, portando perfino il paese in guerra nei Balcani). Naturalmente questo non è dovuto agli hackers pronti a rubare solo un po’ qui e un po’ là, ma alla squadra di Assange che rilascia con sapiente regia la documentazione in suo possesso.


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COMMENTI
21/02/2011 - ma se proprio dagli USA..... (attilio sangiani)

Alcuni giorni orsono altro articolo di questo blog ha indicato proprio negli USA coloro che hanno scatenato vari attacchi ai governi presieduti da Berlusconi,perchè hanno preso iniziative a vantaggio degli interessi nazionali italiani e in collisione con interessi degli USA. Mi domando allora: chi danneggia i nostri legittimi interessi,prendendo indirettamente le parti dgli USA,mentre dall'inizio della "guerra fredda" ha sempre indicato negli USA la potenza "del male" ? Forse è per questo che non sono stati pubblicati "messaggi segreti" relativi ai governi degli anni '90 e del biennio "di sinistra" di questo secolo.

 
21/02/2011 - finalmente qualcosa di nuovo (Antonio Servadio)

finalmente un articolo originale. Il giornalista si è ben risposto da solo: "la politica italiana è davvero piccina e forse quei diplomatici americani non avevano tutti i torti". Prova ne è l'originalità di questo articolo. Avremmo dovuto leggere simili parole in tanti altri articoli, firmati da politici, opinionisti, giornalisti.