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Politica

CASO RUBY/ Barbi (Pd): Ecco perché l'immunità parlamentare è il male minore

La lettera dell'ulivista Mario Barbi sul ritorno all'immunità parlamentare.

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Il deputato ulivista del Pd Mario Barbi, invia ai propri colleghi parlamentari una lettera in cui si chiede se tornare all’immunità parlamentare non rappresenti minore ei mali. Si tratta di un testo risalente al 21 gennaio, che alla luce dell’incontro al Palasharp, della manifestazione delle donne in difesa della propria dignità e dell’ordinanza del Gip di rinvio a giudizio immediato per Silvio Berlusconi. Pubblichiamo di seguito la lettera

La condotta di Berlusconi è disdicevole.  E' - e dovrebbe essere considerata - inappropriata e incompatibile con il suo ruolo pubblico e con la carica istituzionale che ricopre.  Lo sapevamo. Non lo sappiamo da oggi.  E questo (ri)emerge con certezza dalle carte dell'indagine di Milano.  Avevamo bisogno di un'indagine così per saperlo?  Il fine dell'indagine è farci sapere questo? Si dice che Berlusconi in un altro paese si sarebbe dimesso.  E' vero, e da molto tempo. In molti paesi sarebbe stato così.

Ma ciò sarebbe accaduto non per iniziativa dei giudici, bensì per la sanzione unanime e immediata dell'opinione pubblica e della società civile: un giudizio seguito da una "sanzione" applicata in modo indipendente da qualsiasi considerazione politica e basata unicamente su criteri condivisi di etica pubblica. E' l'opinione pubblica ed è la società civile che fissano i principi della moralità pubblica e le regole di condotta a cui debbono attenersi uomini politici e detentori di cariche istituzionali.


Da noi invece il principale quotidiano del Paese commenta con cautela mentre un editorialista evoca come risolutivo un intervento della chiesa: ma il direttore di quel giornale dove è? In vacanza? Vale anche per i direttori degli altri maggiori quotidiani del Paese. I direttori dei giornali che si dichiarano "indipendenti" e che tacciono lasciando la parola alle varie opinioni di tanti e diversi commentatori. Anche questa debolezza e questa timidezza della società civile e dell'opinione pubblica emergono con chiarezza dagli effetti dell'inchiesta di Milano. La condotta del premier è riprovevole, ma spetta ai giudici il presidio di moralità?

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