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CASO RUBY/ Barbi (Pd): Ecco perché l'immunità parlamentare è il male minore

Pubblicazione:martedì 22 febbraio 2011

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E anche se si ammettesse che, appropriatamente, la procura di Milano agisce a tutela del Questore, al di là della stessa volontà dell'interessato (in quanto "inerme" dinanzi al Presidente del Consiglio), in difesa delle istituzioni, sarebbe accettabile che ciò avvenisse in violazione delle regole procedurali e di garanzia che attribuiscono la competenza al "tribunale dei ministri"? Ma la forma non è sostanza?

 

Ciò premesso, dovrebbe essere un punto fermo che i magistrati non debbono occuparsi di moralità e debbono rispettare rigorosamente la distinzione tra reato e peccato. Moralità e legalità sono due cose distinte. La moralità pubblica può essere più esigente della legalità, ma non sono i giudici che ne fissano le regole e meno che meno sono loro che debbono farla rispettare con gli strumenti dell'indagine giudiziaria e dell'azione penale.

 


La dissolutezza è biasimevole - persino repellente - e non si attaglia a un uomo pubblico, almeno ai nostri tempi e nella nostra civiltà. Tuttavia, la dissolutezza, di per sé, non è un reato. Perché sia un reato devono esserci parti lese, denunce e prove… Diversamente, non spetta alle procure e ai giudici fare rispettare regole di moralità (privata e pubblica) ed ergersi a censori delle condotte individuali o dei detentori di cariche istituzionali. I giudici della moralità pubblica sono la pubblica opinione e la società civile.

 


Non c'è giudice che possa assolvere questo compito. Non c'è incorruttibile che non possa essere corrotto dalla sua stessa incorruttibilità. Lo zelo non è forse una sostanza che si presta a corrompere gli incorruttibili? Non c'è buona intenzione che tenga. Non c'è giudizio sostanziale che tenga. Nessun procuratore o giudice dovrebbe essere nemmeno sfiorato dal sospetto di agire secondo un pregiudizio e seguendo un'intuizione: "seguire l'intuizione in una indagine ha il difetto di portare l'investigatore a vedere solo i fatti che la confermano", dice un attore che interpreta il ruolo di un agente segreto nel thriller americano "the sentinel". 

 

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