BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ Folli: ecco perché Gheddafi ha fatto un "assist" a Berlusconi

Crisi libica e pericolo di ondate immigratorie incontrollabili. L'agenda della politica italiana sembra radicalmente cambiata rispetto a qualche settimana fa. L'analisi di STEFANO FOLLI

Gheddafi e Berlusconi (Ansa) Gheddafi e Berlusconi (Ansa)

«La “questione libica”, di fatto, stravolge l’agenda e l’ordine delle priorità interne al quadro politico italiano. Per il Paese è la crisi di politica estera più grave degli ultimi decenni. A differenza del passato infatti l’Italia non ha un ruolo marginale, ma viene investita in maniera diretta». Stefano Folli inizia così la sua analisi, mentre sul piano interno le agenzie segnalano la polemica Bersani-Berlusconi sulle parole riservate dal premier alla scuola pubblica. «Purtroppo emerge ancora una volta tutta la debolezza del nostro dibattito, troppo spesso mediatico, scontato e lontano dai problemi reali. Le vicende internazionali dovrebbero però consigliare a tutti maggiore serietà e coesione nazionale. Sulla crisi libica, infatti, sarebbe auspicabile una convergenza tra maggioranza e opposizione. L’Italia ha un complesso di interessi economici da difendere non trascurabile e rischia di essere soppiantata dagli altri paesi. Ad oggi poi non è dato sapere quali saranno gli sviluppi, quali i nuovi equilibri nell’area del Nord Africa e di che portata saranno le ondate migratorie».

In merito a questa vicenda qual è il suo giudizio sulla politica estera del governo?

La politica italiana nei confronti della Libia è la stessa da sempre, al di là del colore dei governi. Berlusconi si è inserito perfettamente nel solco dei suoi predecessori e l’Italia è stata colta in contropiede come è accaduto a tutto l’Occidente. Certo, il premier ha giocato troppo sul piano delle relazioni personali, nei confronti di Gheddafi occorreva maggiore prudenza, ma credo che l’errore vero sia un altro. Non abbiamo saputo esercitare un’influenza politica paragonabile alla nostra penetrazione economica e non abbiamo cercato altri potenziali interlocutori al di fuori di Gheddafi e della sua famiglia. Questa mancanza è quella che mette più a rischio il nostro ruolo nella Libia di domani.

La coesione che auspicava prima è necessaria anche per chiedere all’Europa un impegno maggiore nei riguardi dell’emergenza immigrazione che in molti stanno prevedendo?

Assolutamente. Il Presidente Napolitano ha preso una posizione chiara davanti all’Europa, affinché non ci lasci soli, ora sta alle nostre forze politiche comportarsi di conseguenza.  Certo, quando aumenta il rischio di immigrazione e fondamentalismo sul piano strettamente elettorale è il centrodestra ad essere più “attrezzato” a ricavare vantaggio. Preoccupazioni tra l’altro assolutamente giustificate, ma ancora tutte da verificare.

Grazie a questa crisi internazionale e agli ultimi sviluppi interni si può dire che le elezioni si sono allontanate almeno di un anno?