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GOVERNO/ Bossi: non si va a elezioni, patto saldo. Federalismo non è saltato

Pubblicazione:giovedì 3 febbraio 2011

Bossi e Berlusconi (Imagoeconomica) Bossi e Berlusconi (Imagoeconomica)


Su questo l'opposizione annuncia però nattaglia: «Il presidente La Loggia, prima di avventurarsi in improbabili dichiarazioni sull'esito delle votazioni di oggi in commissione Bicamerale - diceGianpiero D'Alia (Udc) - , farebbe bene a studiare attentamente i regolamenti parlamentari, il regolamento della commissione Bicamerale da lui presieduta e la legge n. 42, che regola le procedure di approvazione dei decreti legislativi sul federalismo fiscale».

«Secondo il regolamento della Commissione, una proposta che ottiene 15 voti a favore e 15 contro è respinta. Lo schema di decreto può quindi essere approvato dal Consiglio dei ministri solo nella sua stesura originaria, e non con modifiche, peraltro bocciate dalla Commissione. Quanto al parere della commissione Bilancio del Senato, si tratta di un parere non reso, perchè riguardante un atto non approvato dalla commissione Bicamerale».

«L'interpretazione di parte fornita da La Loggia è grave - continua D'Alia - perchè espone Governo e Parlamento ad inutili forzature istituzionali, apertamente in contrasto con la Costituzione. Il presidente La Loggia sbaglia infine anche i conti relativi alla composizione della Commissione Bicamerale, basta infatti un piccolo pallottoliere per calcolare che la rappresentanza dei gruppi parlamentari corrisponde fedelmente alla composizione attuale della commissione da lui presieduta. E per il futuro eviti di votare in commissione, interferendo con la libera espressione del voto. Il voto di oggi di La Loggia, infatti, costituisce un grave precedente, che lo colloca tra i presidenti di Bicamerali più di parte».



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