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Politica

FEDERALISMO/ Ecco perché Napolitano non poteva approvare il decreto

Il Presidente Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)Il Presidente Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)


La legge delega del 2009 -  e cioè la legge sul "federalismo fiscale", che ha assegnato al governo il compito di riscrivere il sistema della finanza pubblica con una serie di decreti delegati - ha previsto, per l’adozione di questi decreti, un iter particolare, per cui il governo potrebbe procedere  solo dopo un complesso meccanismo di consultazioni, che coinvolge le commissioni parlamentari permanenti (prima fra tutte la Commissione Bilancio) e due organismi creati ad hoc dalla legge: una commissione parlamentare (o  bicamerale) sul federalismo fiscale (art. 3 l. 42/2009) e una commissione tecnica paritetica (art. 4 l. 42/2009).

Si tratta di un procedimento non dissimile, nella logica, da quello previsto in via generale per l’approvazione di tutti i decreti legislativi (l. 400/1988), ma caratterizzato da due elementi ulteriori: e cioè dal fatto che nella legge del 2009 sono state previste consultazioni aggiuntive rispetto a quelle ordinarie; e in secondo luogo dal fatto che vengono previsti alcuni aggravamenti procedimentali in caso di parere negativo delle commissioni. 

Il voto di ieri era il voto della commissione bicamerale e cioè di una commissione governata da un regolamento per cui (art. 7) «in caso di parità di voti la proposta si intende respinta». Quindi, se politicamente il voto di ieri è stato un pareggio, tecnicamente un pareggio non è stato.
La proposta del governo, infatti, non è stata approvata, sicchè il voto di ieri si è risolto in un parere negativo della Commissione, che ha respinto la bozza di decreto.

Si può fare questione - come si è fatta ieri - della opportunità per il presidente della commissione di esprimersi e votare, quando le prassi parlamentari vanno in tutt’altra direzione. Ma ciò non toglie che, con o senza voto del presidente, la proposta non sarebbe passata e che il voto della commissione sarebbe stato comunque negativo.

Di fronte a questo dato di fatto, c’è qualcosa di stupefacente e qualcosa di divertente.

Di stupefacente c’è che si sia potuto dire che il governo avrebbe potuto adottare il decreto non avendo la commissione espresso alcun parere. Regolamento alla mano la commissione si è espressa. E si è espressa in senso negativo.


COMMENTI
04/02/2011 - risposte tutte politiche (attilio sangiani)

certamente. Credo che si tratti di un atto della campagna elettorale "virtuale",che potrebbe anche non avverarsi, a maggio,ma che a molti pare inevitabile. Napolitano,poi,è stato messo in condizione di "apparire"politicamente super-partes,potendo opporre solo motivi formali e di procedura,non di merito,come ha fatto con il D.Legge "Englaro",che ha fruttato al Governo l'appoggio di quasi tutto l'elettorato cattolico.

 
04/02/2011 - opposizione (luisella martin)

Mi pare di capire che da tempo l'opposizione si senta in dovere di fare l'opposizione, di opporsi comunque, di dire sempre il contrario di quanto dice il governo. Ma ciò é "costituzionale"? I nostri padri fondatori della costituzione repubblicana,volevano dare questo senso alla parola opposizione? Per fare un esempio é come se,in una famiglia dell'inizio del'900, il padre dicesse alla figlia:"Iscriviti pure alla facoltà di medicina!",e la madre dovesse per forza dire no,dato che il governo della famiglia era affidato al padre per molte cose e non a lei. Tutti sono federalisti,ma poi non riescono a mettersi d'accordo sul federalismo da anni.Temo che i nostri politici, abili nel parlare e nel fare i propri interessi,abbiano dimenticato che sono in parlamento per fare gli interessi di ciascun cittadino italiano,sia di destra che di sinistra, che di centro e anche di chi non sa chi votare. Vedendo le immagini del Cairo mi chiedo preoccupata:-Quando l'onorevole Bersani parla di populismo, a cosa si riferisce? Forse al potere di internet di raccogliere proseliti in pochi istanti?- Secondo me il passo indietro lo devono fare tutti i parlamentari italiani prima che sia troppo tardi. Non basta che lo faccia Berlusconi, anzi! Se lo facesse contribuirebbe a convincere l'opposizione che hanno vinto! Ma contro chi? L'unica persona politica che mi sembra saggia e lungimirante é il Capo dello Stato. Bisogna che qualcuno lo ascolti davvero