BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FEDERALISMO/ Ecco perché Napolitano non poteva approvare il decreto

Pubblicazione:

Il Presidente Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)  Il Presidente Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)


Di divertente c’è che il parere della commissione bicamerale è e non può essere altro che un parere consultivo. Non vale cioè a condizionare il prosieguo del provvedimento, ma fornisce semplicemente al governo un elemento in più per valutare l’opportunità delle scelte riassunte nel provvedimento stesso. Tanto è vero che, nel caso (art. 2 co. 4) le commissioni coinvolte non si pronuncino, perché impegnate a fare altro, la legge vuole che il Governo possa andare avanti comunque, passando direttamente alla adozione del provvedimento 60 giorni dopo la trasmissione alle camere. Ed è questa la norma su cui fa leva la maggioranza per giustificare la propria scelta.

Piuttosto, nel caso in cui la commissione si pronunci e dia parere negativo - e questo, ripeto, è quanto è successo ieri - il Governo, se vuole procedere in difformità dall’orientamento delle commissioni, ha l’onere (è sempre lo stesso art. 2 co. 4 a spiegarcelo) di ritrasmettere un testo, diverso o emendato, alle Camere; presentarsi alle camere per esporre la propria posizione; dopodiché, 30 giorni dopo questa trasmissione, può procedere ad adottare definitivamente il decreto.

Com'è facile vedere, si tratta di un procedimento estremamente complesso, fatto di rinvii e navette tra governo e commissione, ma che nulla avrebbe tolto alla possibilità per il governo di procedere alla adozione, a prescindere dagli esiti delle consultazioni parlamentari.

Sul governo, semmai, dopo questo voto, gravava un onere procedimentale e cioè quello di presentarsi ancora alle Camere e cercare il consenso di queste, fermo restando che, decorso il termine di legge e a prescindere dal voto delle camere, il governo avrebbe potuto adottare comunque il decreto nella logica dell’art. 76 cost.

In realtà, la scelta di adottare direttamente il decreto, trasmettendolo alla Presidenza della Repubblica per l’emanazione, è una scelta estremamente rischiosa, dal momento che, come è facile immaginare, il decreto, appena entrato in vigore, sarà condotto innanzi alla Corte costituzionale per violazione dell’art. 76 e della disciplina dettata dalla legge per la sua emanazione.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
04/02/2011 - risposte tutte politiche (attilio sangiani)

certamente. Credo che si tratti di un atto della campagna elettorale "virtuale",che potrebbe anche non avverarsi, a maggio,ma che a molti pare inevitabile. Napolitano,poi,è stato messo in condizione di "apparire"politicamente super-partes,potendo opporre solo motivi formali e di procedura,non di merito,come ha fatto con il D.Legge "Englaro",che ha fruttato al Governo l'appoggio di quasi tutto l'elettorato cattolico.

 
04/02/2011 - opposizione (luisella martin)

Mi pare di capire che da tempo l'opposizione si senta in dovere di fare l'opposizione, di opporsi comunque, di dire sempre il contrario di quanto dice il governo. Ma ciò é "costituzionale"? I nostri padri fondatori della costituzione repubblicana,volevano dare questo senso alla parola opposizione? Per fare un esempio é come se,in una famiglia dell'inizio del'900, il padre dicesse alla figlia:"Iscriviti pure alla facoltà di medicina!",e la madre dovesse per forza dire no,dato che il governo della famiglia era affidato al padre per molte cose e non a lei. Tutti sono federalisti,ma poi non riescono a mettersi d'accordo sul federalismo da anni.Temo che i nostri politici, abili nel parlare e nel fare i propri interessi,abbiano dimenticato che sono in parlamento per fare gli interessi di ciascun cittadino italiano,sia di destra che di sinistra, che di centro e anche di chi non sa chi votare. Vedendo le immagini del Cairo mi chiedo preoccupata:-Quando l'onorevole Bersani parla di populismo, a cosa si riferisce? Forse al potere di internet di raccogliere proseliti in pochi istanti?- Secondo me il passo indietro lo devono fare tutti i parlamentari italiani prima che sia troppo tardi. Non basta che lo faccia Berlusconi, anzi! Se lo facesse contribuirebbe a convincere l'opposizione che hanno vinto! Ma contro chi? L'unica persona politica che mi sembra saggia e lungimirante é il Capo dello Stato. Bisogna che qualcuno lo ascolti davvero