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FEDERALISMO/ Ecco perché Napolitano non poteva approvare il decreto

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Il Presidente Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)  Il Presidente Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)


Non solo, ma una scelta del genere pone la Presidenza della Repubblica in una situazione delicatissima, dal momento che qui ci si trova di fronte a un vizio procedimentale nella formazione dell’atto che rientra a pieno titolo nella sfera di controllo del Quirinale e che nessuno ha mai contestato. Il che - è facile intuire - rinnoverà le polemiche di qualche tempo fa sull’estensione dei poteri di controllo della Presidenza della Repubblica nei confronti dei decreti governativi. Solo che in questo caso non si farà questione del concetto, elastico, di "necessità e urgenza" - come al tempo del caso Englaro - ma si farà questione di un vizio attinente la formazione dell’atto. E cioè su un vizio facilmente riscontrabile.

E allora perché tanto clamore su un voto in commissione che, già in premessa, non poteva essere determinante? E perché adottare un provvedimento che dovrà passare attraverso il controllo della Presidenza della Repubblica e della Corte costituzionale? Per una ragione molto semplice, e cioè per il fatto che, soprattutto nei giorni scorsi, si è cercato, da parte di alcuni settori della maggioranza, di alzare i toni, accendendo i riflettori sul voto di ieri come se si trattasse dell’ultima spiaggia e creando un'aspettativa sproporzionata sull’esito di questo voto.

Se questo non fosse stato fatto, il voto di ieri sul federalismo municipale avrebbe potuto rientrare nella normale dialettica che si instaura  tra maggioranza e minoranza quando in parlamento non c’è  una maggioranza forte e definita. E, seguendo il procedimento messo nella l. 42/2009, sarebbe stato sufficiente ripresentare il decreto alle camere, passare per il dibattito in aula, e attendere 30 giorni dalla presentazione del decreto. In altre parole, il decreto ripresentato oggi avrebbe potuto essere adottato ai primi di marzo. E questo non sarebbe stato la fine del federalismo fiscale e neanche del governo. 

Oggi, invece, ci troviamo di fronte a un decreto traballante, che creerà problemi al Governo nei rapporti con la Presidenza della Repubblica e che, in caso di emanazione, finirà subito davanti alla Corte costituzionale.

Le risposte possono essere molte. Ma viene da chiedersi perché il Governo non potesse aspettare. E le risposte sono tutte politiche.



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COMMENTI
04/02/2011 - risposte tutte politiche (attilio sangiani)

certamente. Credo che si tratti di un atto della campagna elettorale "virtuale",che potrebbe anche non avverarsi, a maggio,ma che a molti pare inevitabile. Napolitano,poi,è stato messo in condizione di "apparire"politicamente super-partes,potendo opporre solo motivi formali e di procedura,non di merito,come ha fatto con il D.Legge "Englaro",che ha fruttato al Governo l'appoggio di quasi tutto l'elettorato cattolico.

 
04/02/2011 - opposizione (luisella martin)

Mi pare di capire che da tempo l'opposizione si senta in dovere di fare l'opposizione, di opporsi comunque, di dire sempre il contrario di quanto dice il governo. Ma ciò é "costituzionale"? I nostri padri fondatori della costituzione repubblicana,volevano dare questo senso alla parola opposizione? Per fare un esempio é come se,in una famiglia dell'inizio del'900, il padre dicesse alla figlia:"Iscriviti pure alla facoltà di medicina!",e la madre dovesse per forza dire no,dato che il governo della famiglia era affidato al padre per molte cose e non a lei. Tutti sono federalisti,ma poi non riescono a mettersi d'accordo sul federalismo da anni.Temo che i nostri politici, abili nel parlare e nel fare i propri interessi,abbiano dimenticato che sono in parlamento per fare gli interessi di ciascun cittadino italiano,sia di destra che di sinistra, che di centro e anche di chi non sa chi votare. Vedendo le immagini del Cairo mi chiedo preoccupata:-Quando l'onorevole Bersani parla di populismo, a cosa si riferisce? Forse al potere di internet di raccogliere proseliti in pochi istanti?- Secondo me il passo indietro lo devono fare tutti i parlamentari italiani prima che sia troppo tardi. Non basta che lo faccia Berlusconi, anzi! Se lo facesse contribuirebbe a convincere l'opposizione che hanno vinto! Ma contro chi? L'unica persona politica che mi sembra saggia e lungimirante é il Capo dello Stato. Bisogna che qualcuno lo ascolti davvero