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SCENARIO/ Folli: ancora tre ostacoli tengono in ansia Berlusconi e Bossi

Umberto Bossi Umberto Bossi

Effettivamente, se si dovesse andare a votare in questa fase sarebbe molto difficile per Casini (e quindi per il Terzo Polo)  sottrarsi all’alleanza con il Partito Democratico. Si andrebbe alle elezioni, infatti, in quello scenario di “emergenza democratica” più volte evocato da Massimo D’Alema. Soprattutto se la rottura non si verificasse sul piano della riforma federale, ma su quello dello scontro politica-giustizia.
La conseguenza è molto chiara: in nome di una “Santa Alleanza” che nasconde le differenze l’opposizione, per ora, può accontentarsi di seguire l’onda lunga degli scandali giudiziari di Silvio Berlusconi, se le elezioni non arriveranno a breve, invece, avrà l’obbligo di definire una proposta politica credibile.

Le manifestazioni al Palasharp di Milano e ad Arcore ci dicono che nel campo dell’alternativa sta prendendo piede la componente più giustizialista?


Non ne sarei così convinto. Da un lato è evidente che sta crescendo, favorita da ciò che emerge sui giornali, la piattaforma di chi pone l’accento sul piano giudiziario. Bisogna però dire che, per il momento, l’opposizione parlamentare non sta seguendo una china giustizialista. Tant’è vero che si parla sempre più frequentemente di una possibile esclusione di Di Pietro in favore di Vendola. Per ora, quindi, il peso dei gruppi di pressione non sembra ancora sapersi tradurre sul piano politico. Starà all’opposizione distinguersi per non spaventare quell’opinione pubblica che teme il “governo dei giudici”. 

Il voto alla Camera sul caso Ruby ha visto la maggioranza tornare su numeri più consistenti. Il gruppo dei Responsabili è in grado di garantire alla maggioranza maggiore tranquillità nell’immediato futuro?