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Politica

SCENARIO/ 2. Sansonetti: caro Pd, Saviano e la piazza "incoronano" Berlusconi

Mentre la maggioranza torna a discutere del difficile cammino che il federalismo dovrà compiere attraverso le commissioni parlamentari, l’opposizione si interroga sugli “inammissibili disordini”,  in cui è degenerata la manifestazione del popolo viola. L'intervista a PIERO SANSONETTI

Roberto Saviano alla manifestazione di Giustizia e Libertà (Imagoeconomica)Roberto Saviano alla manifestazione di Giustizia e Libertà (Imagoeconomica)

Mentre la maggioranza torna a discutere del difficile cammino che il federalismo dovrà compiere attraverso le commissioni parlamentari, l’opposizione si interroga sugli “inammissibili disordini”, nella definizione di Napolitano, in cui è degenerata la manifestazione del popolo viola e dei centri sociali ad Arcore. «La violenza mai», ha dichiarato il vice segretario del Pd, Enrico Letta, mentre il democratico Francesco Boccia, ha contestato le scarcerazioni “troppo celeri” di ieri, segno di «un evidente cortocircuito tra regole, sanzioni, interpretazioni giuridiche, normativa esistente e stato confusionale della politica».

«È chiaro che un’alternativa seria e plausibile a Berlusconi non si costruisce partendo dai centri sociali e nemmeno da Saviano, Travaglio e da Santoro - dice Piero Sansonetti a IlSussidiario.net -. Detto questo, sono sempre più convinto che il vero macigno in grado di impedire la nascita di qualunque opposizione credibile sia però proprio il Partito Democratico. All’opposizione politica, infatti, sembra aver ormai definitivamente preferito l’opposizione moralista. Per questo il Pd, fino a quando esisterà, continuerà ad essere la migliore assicurazione sulla vita di Berlusconi».

Non le sembra di esagerare?


No, perché stiamo parlando di un difetto di fabbrica: il Partito Democratico, per sua stessa costituzione, non è in grado di guidare l’opposizione in questo Paese. D’altra parte, su iniziativa di Walter Veltroni, è stato fondato sulla base dell’alleanza tra il centrosinistra e la borghesia torinese, che fa capo alla Fiat e a Marchionne. Il progetto era chiaro: governare l’Italia con una linea moderata in grado di rispondere a determinati interessi. Avendo perso le elezioni oggi non è capace di organizzare il campo delle opposizioni ed è palesemente diviso su tutti i temi dell’agenda politica: Fiat, federalismo, welfare, patrimoniale… Nessuno si stupisce più di nulla, ma è normale che il partito della sinistra tra Marchionne e la Fiom scelga di abbandonare il sindacato?

E così, il vuoto politico viene colmato dall’ala giustizialista…


COMMENTI
08/02/2011 - TUTTI HANNO BISOGNO DI BERLUSCONI (GIUSEPPE PIGLIAPOCO)

L'opposizione per dire qualcosa di vano e dannoso,la maggioranza per rimanere in piedi e l'Italia dei lavoratori e degli industriali per andare avanti visto che il premier negli ultimi due anni , attraverso la sua politica internazionale, con la quale ha guardato certamente ai paesi e l'Italia che avevano bisogno di quegli accordi tesi alla stabilità e al loro sviluppo, più che agli stessi governanti, ha portato in cantiere oltre trenta miliardi di lavoro e quindi di sviluppo. Nel governo certamente ci sarà qualche ministro che si farà largo politicamente per essere il premier del futuro nonostante che con Casini e Fini Berlusconi non ci sia riuscito.Fra due anni , se non prima , Berlusconi se ne andrà verso scranni internazionali, non è assolutamente esclusa la Segreteria delle Nazioni Unite , perchè così vuole il nostro interesse industriale delle grandi imprese che si abbia una maggiore visibilità e peso internazionale e Berlusconi è l'unico politico italiano che vi potrebbe aspirare .Ma se le vicende Giudiziare continueranno ? Se continuano gli oltraggi al Pubblico Ufficiale quale è il Presidente del Consiglio ? Stiamo certi che saremo in tanti a farci poi il Bunga Bunga sia in Italia che all'estero .

 
08/02/2011 - L'aborrito Cavaliere (celestino ferraro)

Non credo che i tanti politicanti (di penna e di pandette), che affollano il proscenio del nostro teatrino quotidiano, siano preoccupati di quanto poco appaiano compassati e critici quando, stentorei, in toni fermamente democratici, urlano a Berlusconi: “dimettiti!” È una comica alla quale nemmeno il fior fiore dell’intellighenzia nostrana ha saputo sottrarsi, fanatizzata com’è da un’idiosincrasia berlusconica che quasi certamente affonda il suo complesso d’inferiorità in turbe psicanalitiche, pseudo democratiche, che fanno apparire tiranno e satrapo chiunque si sottrae alle devozioni degli oligarchi all’arrembaggio dei Palazzi del Potere. Il plutocrate di Arcore non lo sa fare né lo potrebbe fare, ma se dipingesse il cielo di un azzurro celestiale, meraviglioso, sublime, per i suoi diffamatori resterebbe sempre l’usurpatore che ha piegato la libertà a ninfetta delle sue voglie satiresche. Chiassosi, rumorosi quanto lo erano i borbonici napoletani in sul calar del regno, schiamazzano sotto tutela e quand’anche il reato accompagnasse la pacifica dimostrazione contro la residenza privata del premier, garantiti sono dell’impunità per complicità manifesta di quei pm cui è dato il compito di perseguire, obbligatoriamente, il reato. Resistenza a pubblico ufficiale, lancio di corpi contundenti e aperta ribellione alle forze dell’ordine: deve scapparci il morto? Allora, il finimondo! contro la polizia; arresti di poliziotti e carabinieri che hanno dovuto, per legge, far fronte