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SCENARIO/ 1. Tra Manovra e rito abbreviato, c'è chi pensa a Super Mario?

Pubblicazione:mercoledì 9 febbraio 2011

Silvio Berlusconi discute alla Camera (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi discute alla Camera (Imagoeconomica)


Confesso insomma: non so come andrà a finire. Lo scioglimento delle Camere resta infatti un’ipotesi lontana, almeno finché la Lega non cambierà idea, e potrà accadere, in ipotesi, solo una volta scaduta a maggio la delega sul federalismo, con l’approvazione di tutti i relativi decreti.

Che i parlamentari non abbiano voglia di andare a votare non mi pare una gran novità, il fatto nuovo semmai è che anche Silvio Berlusconi non parli più di elezioni anticipate. La motivazione che dà è seria, ossia i rischi che corre la nostra economia, ma tutti possono notare come tali rischi, pari pari, c’erano anche due, tre, quattro mesi fa... Dunque qualcosa di nuovo è accaduto, al di là dell'asserita tenuta nei sondaggi della coalizione di governo.

Fossi però nelle opposizioni, non trarrei conclusioni trionfalistiche dai sondaggi che un serio professionista del settore come Nando Pagnoncelli ha divulgato nell’ultima puntata di Ballarò.
Berlusconi dovrebbe dimettersi? La risposta è sì per il 61 per cento degli intervistati, no per il 33. Dunque “solo” un terzo degli italiani sarebbe favorevole a che Berlusconi resti in sella. E vi pare poco?  Attenzione: i sondaggi vanno saputi interpretare.

A parte il fatto che una quota di quelli che vorrebbero oggi le dimissioni del Cavaliere verrebbe, in proiezione elettorale, certamente recuperata al centrodestra dalla Lega, saldamente legata - ad oggi - al Pdl. Ma non si può ignorare che c’è una porzione enorme e persino crescente di italiani (intorno al 40 per cento) che non vota più. E in questa chiave un blocco sociale Pdl-Lega resta un’armata difficilmente battibile, se i restanti due terzi dell’elettorato per metà vanno a ingrossare la fascia dei delusi (che  non votano più) e per un’altra metà vanno ad alimentare quattro opposizioni difficilmente aggregabili: Pd, Terzo Polo, giustizialisti di Di Pietro e sinistra radicale. Può darsi anche che al Senato tale frammentazione, con l’attuale sistema elettorale, non consegni a nessuno la maggioranza assoluta , ma alla Camera (dove chi arriva primo prende il 55 per cento dei seggi in ogni caso) Pdl-Lega sono ancora in vantaggio.


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COMMENTI
09/02/2011 - che ne pensa un (quasi) disoccupato... (Marco Claudio Di Buono)

Il Governo avrebbe dovuto fare di più e prima qualcosa per rilanciare l'economia. Tremonti ha pensato ai conti pubblici, riservandosi risorse in caso di ulteriori salvataggi di Stati o banche, ma il paese non cresce economicamente da anni, siamo quasi fermi. Bisogna creare occupazione, dare credito alle imprese, soprattutto le PMI, crediti d'imposta, incentivi all'assunzione, sgravi contributivi. I giovani devono essere aiutati ad inserirsi, vanno bene i contratti atipici e flessibili all'inizio, ma il precariato a vita no. I vincitori di concorsi pubblici devono essere assunti, fare i concorsi costa molto alla P.A., non si possono spedere più soldi per creare altri precari da stabilizzare. Maggiore occupazione significa maggior potere di spesa di migliaia di persone, possibilità di fare progetti per il futuro. Se il centrodestra ha deluso per come il premier si è comportato, il centrosinistra non offre un'alternativa valida e credibile, sono troppo frammentati, ci sono troppi pretesi leader. Berlusconi è ostaggio della Lega, che una volta ottenuto quel che vuole, vorrà andare alle elezioni, perché è sicura di vincerle. Ma le elezioni sono uno spreco di denaro pubblico e fermano la macchina statale per mesi. Ce lo possiamo permettere?