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Politica

GIUSTIZIA/ Il Cdm approva il ddl. Berlusconi: riforma per tutti

Con il Cdm straordinario di questa mattina il governo ha dato il via libera a un ddl costituzionale di riforma della Giustizia. Le proposte e le reazioni politiche

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla riforma della GiustiziaIl Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla riforma della Giustizia

RIFORMA GIUSTIZIA - Con il Cdm straordinario di questa mattina il governo ha dato il via libera a un ddl costituzionale di riforma della Giustizia. Un consenso all'unanimità accolto da un applauso rivolto al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

Da giorni si discutevano le anticipazioni, poi confermate: separazione delle carriere, due Csm e responsabilità dei giudici. L'opposizione temeva, tra le righe, provvedimenti che in qualche modo influissero sui guai giudiziari del premier. Il confronto si annuncia comunque accesissimo. Essendo costituzionale è prevista una doppia lettura parlamentare. In caso di consenso di due terzi dei parlamentari entrerà subito in vigore, altrimenti occorrerà un referendum confermativo tra i cittadini.

A poche ore dal Cdm si registrano le prime reazioni. Giuseppe Lumia (Pd) ha dichiarato: «Come al solito il governo forza la mano per rispondere alle esigenze del suo capo. Si sta mettendo in campo una riforma volta a limitare l'autonomia e la libera iniziativa dei magistrati. Si vuole indebolire l'indipendenza dell'organo giudiziario per innalzare il livello d'impunità di quella classe dirigente corrotta, che occupa i gangli vitali del nostro Paese. In altre parole questa riforma serve solo a caste e cricche».