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GIUSTIZIA/ Il Cdm approva il ddl. Berlusconi: riforma per tutti

Pubblicazione:giovedì 10 marzo 2011

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla riforma della Giustizia Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla riforma della Giustizia


Maurizio Lupi (Pdl), vicepresidente della Camera, ha replicato così: «Mentre l'opposizione tenta in maniera maldestra e strumentale di far cadere il governo attraverso l'arma spuntata dell'antiberlusconismo militante, l'esecutivo prosegue spedito sulla strada delle riforme necessarie per modernizzare il paese. Dopo anni di attesa abbiamo finalmente la possibilità di migliorare lo stato della giustizia italiana. Si tratta di un passo epocale che i cittadini aspettavano da tempo. Il testo messo a punto dal ministro alfano e dal governo è equlibrato e non ha alcun intento punitivo. Per questo rivolgo un appello alla parte più responsabile dell'opposizione affinchè non si faccia guidare dall'ideologia e dalle rivendicazioni di rendite di posizione e accetti il confronto nel merito dei provvedimenti».

Vediamo comunque nel merito i punti della riforma:

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE - Carriere completamente separate tra magistratura giudicante e requirente, grazie all'intento di stabilire la completa parità tra accusa e difesa.

DOPPIO CSM - Dal primo punto discende la separazione del Csm, in modo che i due rami della magistratura abbiano organi di autogoverno separati. A presiedere entrambi sarà comunque il Capo dello Stato. La nuova composizione, altro punto discusso, prevede metà togati eletti dai magistrati e altra metà da laici nominati dal Parlamento.
Nel Csm dei giudici entrerà di diritto il primo presidente della Cassazione, in quello dei pm il Procuratore generale della Cassazione.

OBBLIGO AZIONE PENALE - Resta l'obbligo per i magistrati di promuovere l'azione penale, ma secondo "criteri indicati dalla legge". Sarà il Parlamento perciò, tramite  legge ordinaria, a stabilire la gerarchia e le priorità dei reati da perseguire.


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